Da eroi a schiavi: la denuncia del sindacato medico Anaao-Assomed di Taranto

TARANTO – Il sindacato medico Anaao-Assomed di Taranto denuncia l’attuale situazione in cui vertono medici e infermieri. Da eroi durante l’emergenza sanitaria, adesso “siamo i nuovi schiavi”, costretti a risolvere le criticità che riguardato il Servizio Sanitario. È questa l’accusa del segretario aziendale del sindacato, Giancarlo Donnola. È la reazione al provvedimento dell’assessore regionale alla Sanità Rocco Palese, secondo il quale tutti medici di ogni reparto sono chiamati a prestare servizio anche presso i Pronto Soccorso allo scopo di garantire la copertura dei turni per il periodo estivo.

“A Manduria ci sono solo tre chirurghi e tre ortopedici”

A tutto questo si aggiungono anche “migliaia di ore non retribuite e non recuperabili per affrontare l’emergenza Covid. Carenze paurose di personale che non viene sostituito”. Un esempio? “A Manduria ci sono solo tre chirurghi e tre ortopedici, salvo smentita, per non parlare degli altri reparti”. La verità è che il Pronto Soccorso è al collasso e il 118 è svuotato dalla maggior parte del personale. “Il personale è completamente esausto dopo essersi sacrificato per combattere il Covid e vaccinare la popolazione”. Inoltre, c’è stato il blocco delle stabilizzazioni, quello che avrebbe dovuto terminare il precariato nel comparto sanitario.

Anaao-Assomed: “Precisa politica di depotenziamento del SSN”

Tutto questo ha una derivazione certa, secondo Donnola: colpa di una “precisa politica di depotenziamento del Servizio Sanitario Nazionale in favore di un privato che sopravvive soprattutto grazie alle convenzioni con lo Stato”. Colpa anche dei “silenzi di molti sindacati e di una parte del sistema politico regionale, con poche eccezioni come il consigliere Perrini”. È notizia recente che il Ministero della Salute e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa hanno bocciato il sistema Puglia. “Per questo motivo chiederemo all’assessore un incontro tra tutti i segretari aziendali dei sindacati pugliesi e i politici al fine di poter esaminare i veri problemi di questa sanità perché noi siamo e dobbiamo essere considerati professionisti oltre che persone”.

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