“Non tenere troppi soldi sul conto corrente”: ecco cosa può accadere

Grazie alle moderne tecnologie ed una generale maggiore disponibilità di strumenti di risparmio, oggi si ha praticamente l’imbarazzo della scelta nel dover optare per metodi conservativi del denaro ma anche per l’investimento in modo particolare le banche hanno iniziato la propria opera di digitalizzazione anche del conto corrente che in Italia come in altre nazioni vede un progressivo aumento sia nell’utilizzo ma anche dell’opera di “mantenimento di denaro” sullo stesso conto corrente che però secondo analisti è qualcosa da evitare in modo assoluto, oltre una certa soglia. Non tenere troppi soldi sul conto corrente è infatti quello che consigliano, sicuramente in maniera anche “interessata” da parte delle banche ma è qualcosa di vero.

Tenere troppi soldi sul conto corrente è infatti un rischio verificato da vari fattori, che è bene comprendere e corrispondere.

Quali sono effettivamente i rischi del mantenere denaro in eccesso sul proprio conto? E quanto bisognerebbe tenere?

“Non tenere troppi soldi sul conto corrente”: ecco cosa può accadere

Non tenere troppi soldi sul conto corrente

Il conto corrente è effettivamente uno strumento essenziale per gestire ed anche utilizzare denaro, oggi moltissimi sono praticamente senza forme di tariffe o pagamenti mensili nella loro accezione “base”. Il conto oggi può essere utilizzato in modo autonomo anche senza una filiale di riferimento, però tutti consigliano di non mantenere troppi soldi sul conto in primo luogo per una questione di stagnazione del denaro, ossia una tendenza a perdere potere d’acquisto che può essere anche arcuito dall’inflazione.

Partendo da questa seconda definizione si definisce inflazione il fenomeno che è qualcosa di parzialmente tenuto sotto controllo ma che in condizioni prolungate formalmente causa una perdita di potere d’acquisto della stessa somma. Sostanzialmente se abbiamo 1000 euro e dopo 5 anni li manteniamo, il denaro resta quello ma il potere d’acquisto tende a ridursi anche oltre il 15 % in pochi anni.

La maggior parte dei conto correnti base non permette di far “fruttare” e quindi finanziariamente rendere utili i fondi accumulati, da qui la stagnazione che anche in questo caso provoca una perdita potenziale sul denaro che avevamo conservato. Quanto mantenere sul conto corrente? Dipende ovviamente dalla nostra disponibilità, in genere si consiglia di mantenere un corrispettivo pari a 3-5 mesi di fabbisogno “basilare”, e tutto il resto, eccezion fatta per una “base di emergenza”, andrebbe veicolato su qualsiasi forma di investimento anche a basso rischio come i libretti o buoni fruttiferi postali o bancari.

Esiste una regola concepita come del 50 – 30 – 20 dove il 50% delle entrate va destinato alle spese basilari il 30% quelle superflue, e il 20% al risparmio. Solo la prima parte andrebbe mantenuta sul conto principale.

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