Banconota rara da 5 euro: ecco quanto può valere se…

Dal 2002 la valuta impiegata in maniera massiccia per quasi ogni nazione occidentale europea è ovviamente divenuta l’euro, attualizzata da un’operazione di “cambio” che si è legata a relativamente pochi mesi per i cittadini: nel caso del nostro paese dal 1° gennaio del 2002 fino alla fine del successivo mese di febbraio nuove forme di banconota hanno iniziato ad essere diffuse massicciamente attraverso le banche ed i gestori, e tra quelle più impiegate figurano le “minori” ossia quelle di piccolo taglio come le 5 e 10 euro. Esistono alcune  tipologie di banconota rara da 5 euro, che sono immediatamente riconoscibili.

In alcuni casi si tratta di esemplari normali, che magari presentano alcune differenze sostanziali, in altri invece risultano essere esemplari concepiti per funzioni particolari.

Quanto può valere una banconota da 5 euro realmente rara? E come riconoscerla efficacemente?

Banconota rara da 5 euro: ecco quanto può valere se…

Banconota rara da 5 euro

La 5  euro è la banconota che costituisce il “taglio minore” in senso assoluto, delle forme di carta moneta impiegate dai paesi che hanno adottato l’euro. Riconoscibile per le dimensioni minori anche fisicamente parlando ma anche per le opere architettoniche (che non sono come da tradizione, riferenti a monumenti veri e propri ma “mischiano” gli stili europei di fasi della storia specifici) di stampo classico.

La 5 euro è stata anche la prima forma di banconota ad essere stata gradualmente sostituita a partire dal 2013 dalla seconda serie, che ha progressivamente sostituito la prima serie, con migliori e più aggiornati strumenti anticontraffazione. Le dimensioni restano però le stesse. Come riconoscere una banconota da 5 euro rara? A partire dal seriale, il numero di serie che contraddistingue unicamente la singola banconota, i collezionisti da tempo si sono messi sulle tracce di esemplari molto specifici come ad esempio quelli con il seriale costituiti da 2 o 3 numeri (tutti iniziano con una lettera che identifica la nazione di provenienza, nel caso dell’Italia è una S), ma è anche importante l’ordine degli stessi, ad esempio se sono presenti delle progressioni particolari, come 12345 e così via oppure cifre tutte uguali messe in fila, un esemplare può essere considerato più interessante della media e può valere da 10 fino a 100 euro a seconda del compratore e dello stato di conservazione.

Caso a parte ma non meno rilevante le banconote da 5 euro Specimen, che sono state concepite in quantità molto limitate prevalentemente per funzioni “cerimoniali” oppure come dono verso le personalità politiche: riconoscibili dalla scritta Specimen in diagonale su ambo i lati, possono valere da 500 euro fino a quasi 1000 euro.

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