Assegno unico, è allerta: ecco cosa sta succendendo

L’assegno unico potrebbe presto cambiare costituzione, ma secondo alcuni rumors anche essere completamente eliminato o fortemente limitato nel suo impatto sociale vero e proprio, pur essendo una misura estremamente importante ed utile per tantissimi contesti familiari. Per il 2024 infatti alcune regolamentazioni da unità sovranazionali potrebbero cambiare diverse strutture vere e proprie di quest’ambito

Si tratta di una forma di rischio che porterà l’attuale esecutivo a prendere una posizione in merito all’Assegno unico per famiglie, che ha formalmente da circa due anni, accorpato tutte le tipiche formule legate agli assegni familiari e tutti i bonus / agevolazioni relative all’apparato dei figli.

Cosa succederà all’Assegno Unico nel prossimo futuro? Ecco la situazione attuale in una rapida analisi.

Assegno unico, è allerta: ecco cosa sta succendendo

Assegno unico

L’assegno unico è stato, come accennato, adottato in funzione sostitutiva dei tradizionali assegni familiari, che quasi sempre venivano sviluppati attraverso la busta paga, comprensivi anche di formule adottate per ridurre la spesa relativa ai beni ed ai servizi dell’ambito dei bambini e dei giovanissimi fino ad una certa età, come i vari bonus bebè, bonus mamma domani e così via.

L’assegno unico per famiglie viene invece erogato attraverso un bonifico ai contesti familiari che rientrano tra i requisiti, costituente in un importo che viene erogato a cadenza mensile, variabile a seconda dell’ISEE e delle condizioni del nuceo familiare.

Quello che porta l’esecutivo a dover fare una scelta non è costituito da un vizio di forma da parte dell’Unione Europea, ma è qualcosa di piuttosto serio: tra i requisiti per l’ottenimento dell’Assegno Unico infatti spicca ovviamente la necessità di avere dei figli, biologici o adottati, necessitano di requisiti di residenza di almeno 2 anni al momento della domanda, requisiti che non sono compatibili con le regolamentazioni europee. Non esiste infatti un sistema di bonus simile in altre nazioni della Zona Euro, per questo l’esecutivo dovrà scegliere se accettare una forma di inibizione/sanzione oppure se portare avanti una sorta di battaglia con il nucleo comunitario, magari modificando sensibilmente l’operato dei requisiti dell’Assegno Unico.

Il concetto ha un precedenze, applicato anche al Reddito di Cittadinanza in tempi non sospetti, ma per quanto riguarda il RdC, il problema non costituisce un grattacapo vero e proprio perchè questa forma di strumento sarà abrogato, come anticipato da tempo da parte dell’esecutivo Meloni, dall’inizio del prossimo anno, dopo essere stato già “depotenziato”.

L’esecutivo ha circa due mesi di tempo per scegliere come comportarsi in merito all’Assegno Unico per famiglie.

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