“Arriva l’euro digitale”, cos’è, come funziona, perchè sarà utilizzato

Il un ampio contesto di pagamenti oramai digitalizzati in almeno alcune forme, anche le valute tradizionali e oramai “assorbite” quasi totalmente dall’immaginario comune (non senza diversi interventi anche politici), anche l’euro sembra essere orientato ad una digitalizzazione, come confermato anche dal neo-governatore di Banca d’Italia, Fabio Panetta, attraverso l’euro digitale, dapprima un’idea e poi qualcosa che sembra essere sempre più alle porte. Ma cos’è l’euro digitale, e come funziona?

Apparentemente potrebbe sembrare una forma di sistema di pagamento come già ne esistono a bizzeffe, ma si tratta di qualcosa di sensibilmente diverso, anche se non è stato adotatto ancora ufficialmente.

Una valuta come l’euro, comunque “giovane” nella sua struttura, ha infatti bisogno, secondo i suoi principali supporters, di una variante digitale anche per una questione  di costi.

“Arriva l’euro digitale”, cos’è, come funziona, perchè sarà utilizzato

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Si tratta di una forma di progetto tecnologico ambizioso ma necessario che sembra essere una sorta di metà come idea tra una tradizionale valuta digitale, ed una criptovaluta. Il valore, ossia il potere di acquisto sarà assolutamente sovrapponibile con l’euro “fisico”, e sarà ovviamente incentrato sullo sviluppo e l’incentivo dei trasferimenti di moneta digitale, che oggi sono sicuramente più importanti e diffusi ma “non sufficienti” per garantire una gestione ed una tracciatura capillare come ha anche evidenziato il presidente della BCE.

Potrebbe essere adottata una forma di applicazione per smartphone apposita oppure delle tessere come una prepagata associata al singolo utente, anche se è ancora presto per fare ipotesi.

Dal punto di vista legislativo dovrebbe essere una valuta completamente dotata dei vari “paletti” di sicurezza già in vigore nell’eurozona e dovrebbe essere anche accessibile pur senza l’accesso ad internet. L’intento alternativo ma non meno importante sarà quello di ridurre progressivamente anche il denaro fisico oltre ad “accentrare” il controllo del denaro europeo in modo più efficace, potendolo gestire in modo teoricamente più unificato.

Al momento sembra difficile pronosticare un’adozione dell’euro digitale prima di 4-5 anni, tuttavia diversi esponenti della BCE ed anche il già menzionato Fabio Panetta, una delle personalità sicuramente che con maggior impulso “spingono” sull’adozione dell’euro digitale, potrebbero fare “leva”  su queste urgenze per velocizzarne l’adozione in tempistiche diverse.

Per ora si tratta di un progetto che ha già i crismi dell’ufficialità e che formalmente è stato concepito sulla falsariga dei vari pagamenti digitali. Dal prossimo anno potranno essere sviluppati i primi veri e propri test sulla struttura simile a quella di una tradizionale blockchain.

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