Chi potrà andare in pensione nel 2024: ecco tutto quello che c’è da sapere

La pensione è un tema diffuso nel dialogo tradizionale, soprattutto quando bisogna analizzare che cose che “non vanno” nel nostro paese, che è da diversi anni, se non addirittura decenni, in balia di vari eventi che hanno condizionato in modo “pesante” il concetto di uscita dal mondo del lavoro, uno su tutti l’età avanzata e quella media che è sempre più alta. A fronte di una riforma pensionistica consistente che ancora non è sopraggiunta, ogni anno i vari governi che tendono a susseguirsi tendono a modificare qualcosa per l’anno successivo. Per chi vorrà andare in pensione nel 2024 ci sono già diverse modifiche rese note.

Non si tratta di cambiamenti così rilevanti ma sono comunque in qualche modo influenti soprattutto per le varie tipologie di lavoratore.

Le principali modifiche sono di tipo di “assestamento” e non sono previste enormi novità, al dire il vero.

Chi potrà andare in pensione nel 2024: ecco tutto quello che c’è da sapere

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Decisamente una forma di situazione poco confortante, soprattutto se si fa un rapido calcolo relativo a chi è giovanissimo ed inizia ora ad accumulare contributi, con gli attuali sistemi andrà in pensione naturale, ossia di vecchiaia ben oltre i 70 anni di età.

Ciò che appare prioritario quindi è di non far aumentare la soglia di pensione naturale, ossia l’età minima per ottenere una uscita dal mondo del lavoro tradizionale, per così dire.

Ovviamnte in futuro risulta essere necessaria più di qualche modifica strutturale. Per ora la Manovra, ufficializzata per questo finale di 2023, ha già posto qualche base, relative a modifiche inerenti a ciò che già esiste, ossia varie tipologie di pensionamento normale oppure di tipo anticipato.

Confermata Quota 103 ma con la “scala mobile” prolungata ossia bisognerà aspettare più tempo degli attuali 3 mesi dall’accettazione della domanda, che diventeranno 7 mesi per i lavoratori privati e a 9 mesi per quelli del settore pubblico.

Confermate con alcune modifiche sia Ape Sociale e Opzione Donna (chiamata anche Regime Donna) tra le principali forme di uscita anticipata dal mondo del lavoro da parte di categorie specifiche come caregivers, invalidi almeno con il 74 %, lavoratori addetti alle mansioni pesanti, donne in varie situazioni come licenziate e con figli. La soglia minima per il requisito anticipato per Ape Sociale sarà di 63 anni e 5 mesi, mentre per Opzione donna  61 anni, con possibile “sconto” di un anno per ogni figlio fino a un massimo di due per caregivers e lavoratrici con almeno il 74% di invalidità civile.

Confermata anche la tradizionale pensione anticipata con almeno 64 anni e 20 di contribuzione.

La pensione di vecchiaia contributiva nel 2024 sarà ottenibile con almeno 5 anni di contributi (senza alcun contributo effettuato prima del 1996) ma di almeno 71 anni di età anagrafica.

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