Hai questi particolari 10 centesimi? Ecco quanto valgono

Le monete corrispondono da sempre ad un “agente collezionabile” estremaente facile da individuare e fondamentalmente risulta semplice iniziare una collezione di monete per fini “ludici” o per volontà di catalogazione, perchè tutti facciamo ricorso al denaro in qualche modo, quindi siamo portato ad utilizzare monete dal piccolo e grande taglio, come i 10 centesimi che spesso sono “poco interessanti” perchè comuni, ma in alcuni casi possono valere molto di più del valore nominale.

Come da tradizione, anche i 10 centesimi rientrano nelle tipologie di monete che sono naturalmente considerate “comuni”, prodotte in una lega chiamata oro nordico (anhe se non contiene oro, essendo realizzata in ottone), che conferisce un aspetto per l’appunto dorat.

Non tutte però sono uguali, ne esistono oltre 20 varianti a seconda dello stato di appartenenza, ecco perchè capita abbastanza regolarmente di trovarsi tra le mani un esemplare diverso dagli altri.

Hai questi particolari 10 centesimi? Ecco quanto valgono

10 centesimi

I 10 centesimi sono quindi diversi su uno dei lati dalla nazione di appartenenza: questo porta sicuramente un interessante fattore in ambito collezionistico, se i 10 centesimi di euro realizzati in Italia sono contraddistinti dalla rappresentazione della Nascita di Venere, il famoso dipinto di Botticelli.

Altre nazioni hanno ovviamente optato per altre raffigurazioni, come il Principato di Monaco, piccola entità situata nello stato francese che è formalmente indipendente e fa ricorso all’euro, come in altre oltre 20 nazioni. Tutte le monete europee hanno ovviamente lo stesso valore nominale ed effettivo in tutta la zona Euro

La rappresentazione di Monaco, che vede le sue monete trovare la produzione attraverso la Zecca di Parigi, è cambiata nel corso del tempo, e sono proprio questi con tutta probabilità gli esemplari da 10 centesimi più interessanti in senso assoluto, in particolare gli esemplari dal 2006 in poi riconoscibili dal monogramma del Principe Alberto II, che è succeduto a Ranieri III, nel 2005.

Gli esemplari del 2006 se in stato perfetto di conservazione  valgono fino a 60 euro, mentre quelli realizzati successivamente hanno un valore minore ma comunque rilevante pari a 20 – 30 euro, mentre un esemplare del 2017 e 2018 è paradossalmente più raro di altri, e vale fino a 50 euro.

In condizioni di monete usate questi esemplari non valgono più del valore nominale, quindi 10 centesimi effettivi.

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