500 lire bimetalliche, alcune ti faranno diventare ricco: ecco come riconoscerle

La lira italiana è stata diffusa per tantisismi decenni, per un totale di quasi due secoli, lasso di tempo sicuramente nel quale è stata sviluppata una grandissima tipologia e variabile di monete, ma poche sono state in qualche modo così particolari come la 500 lire. La 500 lire, corrispondendo all’età effettiva della moneta italiana, è un’emissione a lungo esclusivamente concepita esclusivamente in formato banconota e solo con gli anni 50, la prima variante, concepita in argento, e poi con le successive conosciute come bimetalliche, diffuse in periodi relativamente recenti.

La 500 lire per definizione anche per i non giovanissimi resta proprio la variante bimetallica, la più diffusa ma anche la più interessante sotto vari punti di vista.

Alcuni esemplari se attenzionati e ricercati con attenzione possono anche rivelarsi assolutamente importanti, oltre che economicamente appaganti.

500 lire bimetalliche, alcune ti faranno diventare ricco: ecco come riconoscerle

500 lire bimetalliche

Concepita negli anni 80, precisamente dal 1982 con la variabile bimetallica, ossia la tipologia di lega metallica concepita su due tipi di metallo diversi, entrambi già impiegati per altre emissioni, come la parte interna concepita in Bronzital (già utilizzata per la 20 e la 200 lire ad esempio) e la parte esterna concepita invece con l’acmontial, utilizzata per le varie 100 e 50 lire. Sulla variante standard della 500 lire invece è presente la parte esterna del palazzo del Quirinale, a Roma, sulla parte opposta è visibile una testa femminile in una raffigurazione in stile classico alata. Ha diversi dettagli interessanti, è stata la prima moneta disegnata nelle due raffigurazioni da una donna, Laura Cretara (che ha concepito anche la raffigurazione dell’Uomo Vitruviano sulle monete da 1 euro) e con tutta probabilità è stata anche la prima emissione concepita con due leghe diverse, oltre che la prima moneta a presentare anche la dicitura in alfabeto braille.

Quanto valgono? E’ stata una moneta dall’ampia diffusione quindi è difficile trovare un esemplare raro tra quelle che sono ancora esistenti, esistono però alcuni pezzi più difficili da trovare di altri giudcando la dimensione della testa e della firma che possono essere di tre dimensioni. Le più rare sono quelle del 1985 riconoscibili dalla Testa media e la  Firma piccola di Laura Cretara, che è presente sul lato della testa femminile, poco sotto il ritratto.

In questo caso un esemplare può avere un valore non elevatissimo ma corrispondente a circa 25 – 60 euro a seconda dello stato di conservazione. Piccoli errori di coniatura, come ad esempio lettere mancanti ma anche altro, possono essere valutati anche oltre il centinaio di euro.

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