“La rivoluzione perduta dei poeti” di Andrea Semplici sarà presentato a Massafra

L'incontro con l'autore in programma lunedì 3 agosto alle 20:30 in piazza Scarano è organizzato a cura del Teatro delle Forche e dell'associazione culturale Il Serraglio

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MASSAFRA – Ancora una volta il quartiere Gesù Bambino di Massafra si anima attraverso la cultura. Lunedì 3 agosto alle 20:30 in piazza Scarano il giornalista e fotografo Andrea Semplici presenterà il suo libro “La rivoluzione perduta dei poeti“.

L’evento è organizzato dal Teatro delle Forche e dall’associazione culturale Il Serraglio nell’ambito del progetto “PERIFERIE INFINITE. Dalle periferie locali alle periferie mondiali” sostenuto attraverso l’avviso pubblico “Periferie al centro“.

Edito Polaris, il volume è arricchito dalla prefazione curata da Gioconda Belli.

Locandina presentazione La rivoluzione perduta dei poetiLa rivoluzione perduta dei poeti” è il risultato dell’esperienza di Andrea Semplici in Nicaragua. Il giornalista e fotografo è stato nello stato americano nel 1980 per vedere la Rivoluzione e continua a tornarci per raccontare una storia fatta di lacrime e risate, di fallimento e di trionfo, ma soprattutto per farei conti con se stesso. La fatica letteraria di Semplici contiene in realtà molti libri in sé e ognuno vive di poesia.

Lo stesso autore racconta: «Io arrivo a Managua nell’estate del 1980. Per vedere la Rivoluzione. Non ero il solo. Per dieci anni qui sono passati frotte di scrittori, poeti, artisti, quattro premi Nobel, intellettuali, cantanti. Poi, il sogno è finito. Ma non è svanito: è rimasto nell’aria. La poesia non è scomparsa: il terzo, fra i paesi più poveri del Latinoamerica, scrive ancora poesie. Le legge. Le ascolta. Si appassiona. Chiedi a un ragazzino cosa vuol fare da grande e ti risponderà: il poeta. Come è possibile? Come è possibile che la poesia sia nelle vene della gente del Nicaragua?

Sono tornato in Nicaragua trentacinque anni dopo. E ho ritrovato i poeti. E non potevo andarmene senza raccontare la loro storia. E raccontare dei poeti è stato fare in conti con me stesso. Con la mia vita.

I poeti non hanno saputo costruire il sogno di una Rivoluzione. Platone li aveva avvertiti. VI è anche lui fra la folla di personaggi che viaggia per il Nicaragua. I poeti replicano al filosofo: noi siamo stati capaci di farla e di immaginarla una Rivoluzione. E continuare a immaginarla è importante.

I poeti hanno riso molto, hanno pianto molto in Nicaragua. Questo libro racconta di queste lacrime e di queste risate. Racconta di un fallimento e di un trionfo.»

L’evento ad ingresso libero si preannuncia dunque di grande interesse.

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