Uno Maggio, Taranto sceglie “piazza virtuale”

Nessuna diretta in streaming

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1° maggio taranto
Riconoscimento editoriale: Pexels / Pixabay.com

TARANTO – Per l’Uno Maggio, Taranto ha scelto di non utilizzare la musica in streaming. Questa scelta, infatti, è stata fatta per il tradizionale concertone romano. Quest’anno, gli artisti romani si sono esibiti ognuno dalla propria abitazione e le esibizioni sono andate in diretta su RaiPlay.

A Taranto, invece, l’Uno Maggio ha avuto un altro significato. Infatti, se in Italia molte persone temono di portare il virus in casa per via del loro lavoro, a Taranto questo avviene da sempre per via del polo siderurgico.

Almeno, questa è la provocazione del Comitato Cittadini Liberi e Pensanti, che ha risposto alla Festa dei Lavoratori in quarantena con un documentario andato in onda ieri su La 7.

In più, così gli organizzatori dell’Uno Maggio hanno voluto mettere in evidenza le necessità dei lavoratori dello spettacolo. Infatti, il rischio è che lo streaming possa diventare un’alternativa al teatro e allo spettacolo anche in futuro. Questo, ovviamente, avrebbe gravi ricadute a livello economico e di competizione all’interno del settore.

Uno Maggio: le associazioni che hanno aderito

Così, prima della diretta su La 7, per l’Uno Maggio, gli organizzatori hanno creato una staffetta social con degli interventi con proposte concrete. Ecco chi ha partecipato ieri:

  • No Tav
  • No Tap
  • Fuori dal Fossile
  • Rete Stop Biocidio
  • No Grandi Navi
  • Casa delle donne Lucha y Siesta
  • Associazione Bianca Guidetti Serra
  • Comitato Salute e Vita Salerno
  • No Triv
  • Fridays for Future
  • A Sud Onlus
  • Comitato Donne di Manfredonia
  • Mamme NoPfas
  • Non Una di Meno Napoli
  • Insurgencia Napoli
  • Ende Gelände (Movimento tedesco di disobbedienza civile per la giustizia climatica e l’abbandono del fossile in Europa)
  • Andrea Segre
  • Chef Rubio
  • Cosimo Argentina

“La paura di contagiare le proprie famiglie, che ogni lavoratore prova oggi tornando a casa dal lavoro, è la stessa paura che gli operai ex Ilva provano da sempre”.

Così hanno spiegato dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti.

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