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Fiere della ceramica pugliese: espositori artigiani e dimostrazioni dal vivo poco conosciute

Sergio Lavianodi Sergio Laviano· 09/08/2026 07:36
Fiere della ceramica pugliese: espositori artigiani e dimostrazioni dal vivo poco conosciute

Ho imparato a riconoscere Puglia dai rumori: il tornio che fischia piano, il colpo secco dello stecchetto sulla creta, la carta di giornale che fruscia nell’imballare un piatto. Cresciuto a Pulsano, con la macchina fotografica puntata ai tramonti del Mar Piccolo, oggi vado a caccia di rassegne dove la ceramica non è vetrina patinata ma mestiere sudato. In questi mesi ho percorso strade minori tra Taranto, Grottaglie, Laterza e le curve del Salento per incontrare artigiani che espongono in fiere poco pubblicizzate, ma densissime di vita e tecnica.

Dove scovare le rassegne più autentiche

Parto da Grottaglie, dove il quartiere delle botteghe vale da solo il viaggio: oltre agli eventi più noti, nei fine settimana di bassa stagione capita di trovare banchi allestiti all’ultimo, con maestri che preparano torniture all’aperto per gruppi piccoli. Se vi muovete la mattina presto, quando i pullman non sono ancora arrivati, riuscite a parlare, davvero, con chi lavora.

A Laterza, patria di una maiolica dal bianco luminoso, diverse botteghe organizzano micro-fiere in cortile tra primavera e inizio estate. Qui è più facile seguire da vicino i passaggi di smaltatura e incisione, e l’atmosfera è familiare: i maestri vi fermano, vi mostrano difetti e correzioni, cosa che nelle rassegne grandi non succede quasi mai.

Nel basso Salento, tra Cutrofiano e i paesi attorno, in tarda estate sbucano mercatini serali dove i giovani ceramisti provano forme nuove affiancate ai classici pumi. Alcuni gruppi sperimentano cotture all’aperto e piccoli forni temporanei; sporca le mani e l’aria di fumo, ma regala pezzi unici che non vedrete altrove.

Segnatevi anche il weekend di “botteghe aperte” che spesso cade a inizio giugno lungo la dorsale delle città di ceramica: è l’occasione per entrare nei laboratori, fotografare con calma e seguire mini workshop. In calendario, queste date variano, ma i canali social delle botteghe aggiornano con pochi giorni d’anticipo.

Cosa vedrete ai banchi e nelle dimostrazioni

Il tornio è l’attrazione principale. La velocità è ipnotica, ma guardate le mani: il pollice guida, l’indice controlla lo spessore, il palmo regge la forma. La differenza tra un vaso che suona “chiaro” e uno che vibra male si decide qui. Poi ci sono le prove di smaltatura a immersione, i ritocchi con pennelli sottili e il graffito sulla barbottina.

Mi è capitato di recente, a Laterza, di seguire un maestro mentre chiudeva un coperchio per una zuppiera: due millimetri in più e non calzerebbe più dopo la cottura. Ha spiegato come calcola il ritiro dell’argilla in forno e perché firma sempre il fondo prima della smaltatura. Ho fotografato la sequenza e, alla fine, ho comprato la seconda scelta: un’increspatura quasi invisibile mi è costata un terzo in meno.

In alcuni eventi più tecnici potreste assistere a cotture alternative come il Raku, con toni metallici e crackle irregolari. Se vi capita, tenete distanza: è bellissimo da vedere ma richiede sicurezza e spazi ben gestiti. In Puglia, questi test compaiono soprattutto nelle rassegne di laboratorio, organizzate da collettivi di giovani ceramisti.

Tra i pezzi tipici troverete pumi di Grottaglie in ogni dimensione, brocche panciute, servizi da tavola con smalti lucidi e ceramiche ruvide da forno. Chiedete sempre di vedere il fondo: lì si leggono i segni del tornio, la timbratura, la cura delle rifiniture.

Consigli pratici per acquistare bene

  • Arrivate prima delle 10: troverete artigiani freschi e più tempo per domande. Nel pomeriggio la folla cresce e le spiegazioni si accorciano.
  • Portate contanti: alcuni espositori non hanno POS o lo usano a singhiozzo all’aperto. In cambio potreste ottenere uno sconto dichiarato sul prezzo di listino.
  • Chiedete se il pezzo è idoneo al contatto alimentare e conforme al Regolamento (CE) n. 1935/2004: per piatti e tazze è una tutela per chi usa davvero l’oggetto.
  • Domandate della “seconda scelta”: piccoli difetti estetici, nessun problema d’uso, costo più basso. Ottimo per set da tutti i giorni.
  • Provate il “suono”: un colpetto con l’unghia deve restituire una nota pulita, non sorda. È un test semplice che svela tensioni o microfratture.
  • Fatevi imballare bene e misurate la borsa: se vi muovete in autobus o treno, evitate piatti oltre 30 cm. A piedi, dopo un’ora, il peso si sente.

Errori comuni da evitare

Il primo è inseguire solo il prezzo. La ceramica di qualità ha tempi lunghi e scarti; un piatto stra-economico spesso nasconde impasti poveri, smalti che graffiano o cotture frettolose. Meglio comprare meno, ma bene.

Secondo: ignorare la provenienza. Chiedete sempre dove è stato fatto il pezzo, chi l’ha lavorato e con che argilla. Un artigiano vi racconta il lotto, la cottura, perfino l’umidità dei giorni di asciugatura. Se le risposte sono vaghe, passate oltre.

Terzo: sottovalutare il trasporto. Ho visto turisti con pumi alti mezzo metro salire su bus affollati: finale annunciato. Se acquistate grandi formati, valutate la spedizione assicurata. Costa, ma arriva intero.

Quarto: scordare la manutenzione. Alcune terraglie assorbono, certe superfici amano panni morbidi e detergenti neutri. Fatevi lasciare le istruzioni su carta o via mail: un minuto speso alla cassa salva anni di uso.

Quando andare e come muoversi

Il calendario è fluido, ma ci sono pattern. Tra aprile e giugno fioriscono micro-fiere di laboratorio, spesso nei cortili interni. Luglio e agosto portano mostre-mercato più corpose a Grottaglie e lungo la costa ionica. A fine estate, il Salento offre serali freschi, con dimostrazioni rapide e musica.

Un lettore mi ha chiesto se conviene l’auto o i mezzi. Se puntate a due o tre paesi nello stesso giorno, l’auto è insostituibile. Per eventi in centro storico, invece, parcheggiate fuori dalle ZTL e camminate: si risparmia tempo e si evitano multe. Per le foto, la luce migliore è dopo le 8 e prima del tramonto; chiedete sempre il permesso prima di riprendere volti e dettagli di banco.

Per orientarsi tra le date, seguite le pagine social delle botteghe del quartiere delle ceramiche di Grottaglie, i profili dei laboratori di Laterza e i collettivi del Salento: aggiornano all’ultimo con locandine e mappe. Molte iniziative nascono in collaborazione con musei locali e associazioni di categoria, spesso allineate ai principi di tutela del patrimonio artigianale promossi da UNESCO.

Un caso sul campo e una lezione utile

Qualche settimana fa, durante una fiera cortile a Laterza, ho seguito un laboratorio lampo su smalti senza piombo e curve di cottura. Un giovane ceramista ha mostrato due piatti gemelli: uno cotto 20 minuti di troppo, l’altro perfetto. A occhio nudo, la differenza era quasi invisibile; al tatto, il primo graffiava il dito. Ho comprato il secondo e mi sono fatto indicare il fornitore dello smalto: dettaglio che torna utile quando racconto queste storie e quando devo consigliare chi apre una piccola attività.

Da allora, in fiera, passo sempre il polpastrello lungo il bordo e il fondo: se senti sabbia, c’è stata fretta nella rifinitura o nella pulizia prima della smaltatura. È un controllo che richiede due secondi e fa la differenza tra un pezzo che userete ogni giorno e uno che resterà in vetrina.

Perché vale il viaggio

Le rassegne minori ti lasciano tornare a casa con un oggetto e una storia. Vedi errori, correzioni, passaggi che in negozio restano invisibili. E impari che dietro un piatto c’è un equilibrio di tempi, fuoco e mani. In un mondo di copie, comprare dal banco di chi ha appena spento il forno è un atto di fiducia reciproca.

La prossima volta che siete tra Taranto e il Salento, ritagliatevi una mattina per queste fiere poco chiassose. Parlate, toccate, chiedete: l’artigiano che vi dedica dieci minuti vi sta vendendo anche una garanzia. E se tornate a casa con la borsa che pesa, sorridete: è il peso giusto.

Sergio Laviano
Sergio Laviano

Appassionato di fotografia paesaggistica, Sergio ha iniziato il suo blog documentando i tramonti mozzafiato sul Mar Piccolo. Cresciuto a Pulsano, oggi cerca percorsi alternativi fuori dalle rotte classiche, raccontando Puglia con gli occhi di un giovane curioso.