Gravina di Laterza vista dall'alto: il punto panoramico che pochi raggiungono

La Gravina di Laterza si rivela in tutta la sua maestosità solo da pochi punti strategici. Quello che pochi conoscono è il belvedere naturale che si apre sulla sponda nord, a ridosso dell'abitato, dove lo sguardo penetra la voragine calcarea fino ai 100 metri di profondità. Non è un luogo turistico affollato: è un'esperienza consapevole, per chi sa cercarlo.
Dove trovare il punto panoramico della Gravina
Il belvedere principale si raggiunge dal centro di Laterza seguendo via Madonna dei Martiri verso nord. Circa 500 metri di strada tranquilla, poi una breve deviazione a destra indica il varco verso il sentiero. Non esiste cartellonistica ufficiale: la gente del posto conosce il percorso, gli escursionisti lo scoprono quasi per caso.
Da qui il panorama è senza filtri. Le pareti bianche si alzano verticali, le rocce nude mostrano i millenni di erosione dell'acqua. In fondo, a questo punto della gravina, il torrente è quasi invisibile tra la vegetazione spontanea che colonizza le ledges rocciose. L'aria cambia temperatura di almeno 5 gradi rispetto alla superficie.
Il luogo è frequentato da fotografi e geologi amatoriali soprattutto nelle prime ore del mattino, quando la luce radente disegna ombre drammatiche sulle pareti calcaree. Al tramonto il panorama cambia tonalità ma perde la definizione. Il momento migliore è tra le 9 e le 11 del mattino.
La geologia della Gravina: perché è così profonda
La Gravina di Laterza appartiene al sistema di valli erosive che caratterizzano l'altopiano delle Murge. Non è una valle glaciale come quelle alpine, ma il risultato di un processo di erosione regressiva: il torrente, sostenuto da flussi d'acqua provenienti dalle falde acquifere sotterranee, ha "divorato" il calcare in modo verticale piuttosto che orizzontale.
Il Carso pugliese, di cui la gravina è un'espressione tipica, si è sviluppato su rocce calcaree del Cretaceo. L'acqua acidula, arricchita di CO2 dal suolo, dissolve lentamente il calcare creando vuoti che si allargano nei millenni. In questo caso il processo ha raggiunto dimensioni visivamente impressionanti.
Le pareti raggiungono i 100 metri circa in questo settore. Il letto del torrente, quando scorre, è a circa 80-85 metri sotto il bordo del pianoro. La pendenza media è del 12%, ma in alcuni tratti supera il 15%. Queste caratteristiche la rendono una delle gravine più profonde della provincia tarantina.
Cosa osservare dal belvedere
La vegetazione riflette le caratteristiche del microclima creato dalla profondità. I versanti esposti a nord mantengono l'umidità più a lungo. Cresce una vegetazione a fasi: sul bordo il garrigo tipico delle Murge, poi scendendo si trovano specie che preferiscono l'ombra e l'umidità relativa più elevata, infine nei pressi dell'acqua compaiono ontani e salici.
L'attività biologica è intensa nonostante l'apparenza austere del paesaggio. Chi pratica osservazione degli uccelli nelle aree umide regionali sa che le gravine sono corridoi preferenziali per molte specie di rapaci. Falchi pellegrini, poiane, nibbi reali trovano negli anfratti rocciosi rifugi naturali e punti di avvistamento per la caccia.
I geologi ricercatori vengono qui per studiare la stratigrafia calcarea e i fenomeni carsici. I cicchetti di roccia esposti mostrano le variazioni di sedimentazione marina di 70 milioni di anni fa. Ogni strato racconta un momento diverso della storia geologica della regione.
Accesso sicuro e orari consigliati
Non esiste un sentiero attrezzato. Dalla sommità del belvedere la tentazione di scendere è forte, ma il terreno è friabile e le rocce non offrono appigli affidabili. Le cadute accadono principalmente per sovrastima delle proprie capacità. Fermarsi al bordo non è mancanza di coraggio: è consapevolezza.
Il punto è accessibile tutto l'anno, ma in inverno dopo piogge il terreno diventa fangoso. In estate, specialmente a fine luglio e agosto, l'escursione è sconsigliata tra le 13 e le 17 per il calore eccessivo.
Per chi vuole approfondire l'esperienza di esplorazione, gli itinerari dedicati alle gravine della provincia offrono altre prospettive e livelli di difficoltà diversi. La Gravina di Laterza vista dall'alto rimane però il luogo della contemplazione silenziosa, dove il paesaggio parla senza intermediari.

