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Le colonne doriche di Taranto: dove sono e perché sono uniche in tutta la Puglia

Ilenia Scioscidi Ilenia Sciosci· 02/08/2026 17:20
Le colonne doriche di Taranto: dove sono e perché sono uniche in tutta la Puglia

Sono in piazza Castello, all’imbocco del Ponte Girevole, nella Città Vecchia di Taranto. Sono uniche perché sono le sole colonne doriche greche ancora in piedi in tutta la Puglia, visibili in situ. Si vedono gratis, a qualsiasi ora, davanti al Castello Aragonese.

Dove trovarle e come riconoscerle

Arrivati al Ponte Girevole dal Borgo Nuovo, le trovate sulla sinistra, a pochi passi dal fossato del Castello Aragonese. Sono due fusti scanalati in pietra locale, con capitello semplice. Spiccano tra i palazzi del Seicento e le mura del castello. Non servono biglietti: sono all’aperto, protette da una recinzione discreta.

Chi arriva in bus può scendere a piazza Castello; a piedi, dalla stazione, sono circa 20 minuti lungo via Di Palma e via d’Aquino. In auto, il parcheggio più semplice è sul lungomare del Mar Piccolo, lato castello, nelle strisce blu.

Cosa rappresentano e perché contano

Questi resti appartengono a un grande edificio sacro dell’età arcaica, legato alla Taras greca. Le due colonne in piedi sono la prova a vista della continuità tra la città di oggi e la Magna Grecia. In Puglia non ci sono altri colonnati dorici antichi conservati in elevato: altrove si vedono basamenti, frammenti, o ricostruzioni museali.

La tutela è affidata alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e al Ministero della Cultura. Il contesto urbano, compresso tra mare e pietra, rende l’insieme fragile. Sale, vento e smog aggrediscono la calcarenite. Interventi periodici di consolidamento e monitoraggio ne garantiscono la sopravvivenza.

Una storia in breve

La tradizione ottocentesca lo collegava a Poseidone. Studi più recenti parlano con prudenza di tempio dorico arcaico, tra VI e V secolo a.C., dedicazione incerta. In età medievale e moderna l’area fu inglobata da case e botteghe. Le colonne rimasero visibili, ma murate. Tra fine Ottocento e primo Novecento, con gli sventramenti vicino al castello e le prime campagne sistematiche, vennero “liberate”.

Il sito racconta anche le trasformazioni del perimetro urbano: la Città Vecchia era un’isola, stretta tra Mar Grande e Mar Piccolo. Qui passavano merci, soldati, pescatori. Le colonne, sopravvissute a guerre e mareggiate, sono diventate un segno di orientamento cittadino.

Dettagli da osservare sul posto

Guardate le scanalature profonde e la transizione netta tra fusto ed echino. Il profilo del capitello, asciutto, fa da lezione a cielo aperto di ordine classico. Notate la differenza cromatica tra porzioni più chiare (puliture) e patine storiche. Ai piedi, la base rocciosa affiora e racconta l’adattamento del tempio alla pendenza.

Camminate attorno, senza toccare: le superfici sono delicate. Di sera, l’illuminazione radente mette in risalto le nervature. Con vento di maestrale l’aria è tersa e le foto risultano più incise.

Come visitarle: tempi, sicurezza, rispetto

Accesso libero. Niente arrampicate, niente droni a bassa quota senza autorizzazioni. Evitate cavalletti che intralciano il passaggio. In alta stagione, andate al mattino presto o al tramonto: luce migliore, meno folla. Dopo la pioggia, il pietrisco può essere scivoloso.

Per i gruppi, conviene una guida abilitata: contestualizza il sito e gestisce gli spazi ristretti. Scuole e associazioni possono richiedere supporto educativo alla Soprintendenza con anticipo.

Itinerario essenziale nei dintorni

Castello Aragonese: visite guidate a cura della Marina Militare, affaccio sul canale navigabile. Ponte Girevole: se siete fortunati, lo vedrete aprirsi al passaggio delle navi.

MArTA – Museo Archeologico Nazionale: a 15 minuti a piedi. Offre la cornice storica, dagli ori di Taranto alle iscrizioni. È il completamento naturale della tappa alle colonne.

Salendo lungo via Duomo, incontrerete corti, archi, profumi di cucina di mare. Qui sono cresciuta: tra reti stese ad asciugare e il suono metallico dei coltelli sulle cozze. Fermatevi per una tiella riso, patate e cozze o per una scapece di pesce azzurro. Sono sapori che raccontano la stessa storia.

Perché sono davvero uniche in Puglia

Altrove in regione restano fondazioni di templi, blocchi, capitelli isolati o ricostruzioni moderne. Qui, due colonne autentiche sono rimaste in piedi, nello stesso punto in cui furono alzate più di duemila anni fa. Il valore non è solo estetico: è documentario. È raro vedere architettura sacra greca così leggibile dentro una trama urbana viva.

Il confronto più vicino, per scala e suggestione, è fuori Puglia: Metaponto in Basilicata. Ma a Taranto il dialogo con la città è diretto. Il traffico, i pescherecci, il profilo del castello: tutto convive col lascito della colonia dorica.

Consigli fotografici e informativi

Migliori angoli: lato mare per includere il fossato del castello; lato via Duomo per comprimere colonne e traffico, racconto del contemporaneo. Evitate i grandangoli estremi a distanza troppo ravvicinata: deformano i fusti. Uno standard 35/50 mm è ideale.

Prima di partire, controllate eventuali cantieri o limitazioni sui canali ufficiali del Comune e della Soprintendenza. In caso di eventi, l’area può essere parzialmente transennata. Portate rispetto: non è uno sfondo, è un documento fragile.

In sintesi

Piazza Castello, Taranto Vecchia, davanti al Ponte Girevole: due colonne doriche, uniche in Puglia, testimonianza diretta della città greca. Accesso libero, valore altissimo, contesto scenografico. Una tappa breve ma decisiva per capire Taranto, dai templi all’odore di mare.

Ilenia Sciosci
Ilenia Sciosci

Ilenia è cresciuta tra le viuzze del centro storico di Taranto ascoltando storie di pescatori. Dopo aver viaggiato a lungo, si è dedicata a valorizzare i quartieri popolari della città attraverso itinerari storici e racconti di vita quotidiana e antiche ricette di mare.