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Gaudiano a Sanremo 71: chi è e testo della canzone Polvere da sparo

Luca Gaudiano, meglio noto come Guadiano e basta, calcherà il palco dell’Ariston di Sanremo per cantare Polvere da Sparo. Ecco il testo della canzone.

Gaudiano Sanremo Polvere da Sparo

Lui si chiama Luca Gaudiano, ma è noto con il suo nome d’arte, Gaudiano e basta. Nato a Foggia nel g, calcherà il palco del Teatro Ariston al Festival di Sanremo 2021, una 71° edizione che passerà alla storia per la veste inedita con cui si presenterà al pubblico. È una delle 8 Nuove Proposte che ha conquistato il pass per la diretta del Festival e dietro si porta un vissuto doloroso, che ha già raccontato ad AmaSanremo, ovvero Sanremo Giovani.

Nuove proposte Sanremo 71: chi è Luca Gaudiano

Il padre di Gaudiano è morto solo due anni fa e in Polvere da Sparo il cantante parla proprio di questo, tramite un ritmo pop e un testo pregno di significato. Un trauma indimenticabile che ha voluto esorcizzare con una canzone. Se dovesse vincere, è proprio alla figura paterna che dedicherebbe la vittoria. “Mi ha lasciato l’amore per la vita. Sono a Sanremo per lui, sento la sua mano sulla mia testa”, ha detto.

Per nulla intimorito dalla platea vuota, Gaudiano porta con sé un bagaglio di riferimenti culturali e musicali di qualità non indifferente: Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Fabrizio De André, Adriano Celentano e i più moderni Articoli 31 e Mahmood (per l’Italia); i Cure, i Blink, i Clash (per l’estero).

In Italia ha già lavorato agli adattamenti di alcuni spettacoli musicali, come Rent, American Idiot e Ghost. Dopo Sanremo lo aspetta una carriera brillante, che culminerà con il suo primo album in uscita il prossimo autunno. Poi ci saranno anche due concerti previsti per novembre, a Roma e a Milano, sempre che il Covid si sia tolto di mezzo e che si sia tornati a un’accettabile normalità.

Polvere da sparo testo canzone

Ecco il testo della canzone di Gaudiano, Polvere da Sparo.

Ho dormito un tot, non sto ancora meglio

Però per un po’ ho dimenticato tutto.

Sento che piano sparisce l’effetto del sonno anestetico,

riaffiora il dolore, il cassetto è sprovvisto di un buon analgesico.

E mi brucia il cuore perché non ti ho detto quanto ti abbia amato

Per quello che hai fatto, per come hai lottato con i mulini a vento,

con la forza del tuo cuore fatto di cemento,

tigre nella giungla dei pensieri sparsi,

non riuscivi a dirmi quanto detestassi

non poterti alzarti la mattina a prepararmi quello stramaledetto caffè,

perché tutto quello che mi resta è una domanda,

polvere da sparo in un solo colpo da spararmi nella testa.

Se guardo oltre le nuvole io non trovo ragione,

se mi guardo allo specchio vedo te, io vedo te,

se mi guardo allo specchio vedo te, io vedo te,

se mi guardo allo specchio.

Voglio scappare a Milano per farmi tagliare la faccia dal vento.

Se non elaboro ancora il tuo lutto è perché ho il metabolismo lento,

ma cosa somatizzo a fare se voglio ancora piangere,

se nella notte mi sveglio con la mano al collo di un demone

che mi toglie il fiato, faccio resistenza con il mio autocontrollo,

con la mia pazienza, spero sia soltanto un altro sogno.

Con la forza che mi hai dato mi alzo e vado in bagno,

prendo un bel respiro, per un po’ l’accetto,

poi riascolto del tuo cuore in petto.

Stringo negli occhi il ricordo in un mare di lacrime.

Perché tutto quello che mi resta è una domanda,

polvere da sparo in un solo colpo da spararmi nella testa.

Se guardo oltre le nuvole io non trovo ragione,

se mi guardo allo specchio vedo te, io vedo te,

se mi guardo allo specchio vedo te, io vedo te,

se mi guardo allo specchio.

Tutti che parlano e sanno capire

come mi sento, sanno cosa dire:

“La vita è questa, non puoi farci niente,

così come inizia dovrà anche finire”,

tu focalizzati sopra i dettagli, affidati al tempo e non sbagli.

E nel frattempo che lento ricuce io resto sveglio, ma spengo la luce.

Perché tutto quello che mi resta è una domanda,

polvere da sparo in un solo colpo da spararmi nella testa.

Se guardo oltre le nuvole io non trovo ragione,

se mi guardo allo specchio vedo te, io vedo te,

se mi guardo allo specchio vedo te, io vedo te,

se mi guardo allo specchio.

Polvere da sparo significato della canzone di Gaudiano

Il significato di questa canzone è piuttosto chiaro. Lo stesso Gaudiano ha spiegato il senso, rivelando la dolorosa componente autobiografica: “Polvere da sparo è la canzone che non avrei mai voluto scrivere. Il 28 marzo 2019 è venuto a mancare il mio papà. E questa canzone è il prodotto di tutte le riflessioni che ancora oggi mi accompagnano e mi aiutano nella medicazione quotidiana di questa ferita”. Gaudiano ha poi confessato di ritenere, in un primo momento, di non essere all’altezza del dolore che provava, ma alla fine “ho trovato le parole, o forse loro hanno trovato me”. Sintetizzando la canzone parla dell’elaborazione di un lutto difficile da superare, dei ricordi che vengono a galla con il loro carico di dolore e sofferenza, della consapevolezza che quell’assenza può anche essere presenza, momento di conforto nella memoria, fino alla nuova rinascita, nel lasciare posto al resto del mondo e della vita, permetterle di avanzare.

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