TARANTO – Forse un pò caduto nel dimenticatoio degli abitanti di Taranto, Giovanni Paisiello era un artista molto geniale ed estroso, oltre che rinomato nelle corti europee come Parigi, San Pietroburgo e Vienna. Ma vediamo insieme la sua storia nel dettaglio e anche i suoi successi.

Giovanni Paisiello: un compositore oltre che bambino prodigio

Giovanni Paisiello è nato a Taranto, il 9 maggio del 1741, e venne battezzato nel Duomo di San Cataldo. Il padre era veterinario, e lo iscrisse giovane al Collegio dei Gesuiti perché sperava di indirizzarlo verso gli studi legali. Però sin da ragazzo lui mostrava un talento già al di sopra degli altri.

Mentre cantava in oratorio infatti, il suo maestro è rimasto molto colpito dalla bellezza della voce e di conseguenza dalla finezza dell’orecchio che possedeva. Per questo motivo lo introdusse ai principi della musica.

I risultati furono davvero sorprendenti infatti il ragazzo già da giovane era un genio. A Taranto, nessuno però era in grado di gestire un talento del genere per questo motivo consigliarono ai genitori di mandarlo a studiare a Napoli, da maestri più accreditati.

Anche se il padre inizialmente era reticente e voleva farne un avvocato alla fine lo lasciò andare e questa fu sicuramente la scelta migliore. Infatti, il giovane Paisiello venne iscritto al conservatorio di Sant’Onofrio dove gli appunti musicali erano presi a modello dai compagni e visto con forte ammirazione dai suoi insegnanti.

Durante gli anni del conservatorio, a soli 18 anni, compose alcune delle sue prime opere che gli permisero di ottenere sin dall’inizio le lodi del mondo musicale.

Paisiello: l’artista alle corti dei grandi sovrani dell’Europa

Il suo grande successo delle prime composizioni musicali, gli diede fama a tutta la penisola e ogni teatro italiano chiese una sua opera. Dall’Italia gli si aprirono molto presto anche le porte delle corti europee.

Lavorò infatti, a San Pietroburgo per ben 8 anni dove ricopriva il ruolo di maestro di cappella per la zarina Caterina seconda di Russia, poi andò a Vienna e successivamente a Parigi dove fu convocato da Napoleone in persona, che gli corrispondeva un compenso al quanto lauto circa 10 mila franchi per dirigere la musica di corte delle Tuileries.

Parigi purtroppo accolse in modo freddo l’opera Proserpina, questo nel 1803 chiese e ottenne quindi anche se con difficoltà, il permesso di tornare in Italia. Infine, dopo il ritorno dei Borbone a Napoli, la popolarità di Paisiello scemò, in quanto legato alla famiglia Napoleone.

Le opere di Paisiello sono state comunque riconosciute e apprezzate dalle corti d’Europa e dai teatri italiani, le sue opere sono opera di un genio che sicuramente dovrebbe avere più spazio nella mente dei Tarantini.