Clementine del Golfo di Taranto perché adorarle

Le Clementine del Golfo di Taranto meritano di essere apprezzate e adorate, scopriamo il perché.

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Clementine del Golfo di Taranto
Fonte web: Pinterest

TARANTO – Note anche come mandarancio o mandarino sanguigno, le Clementine del Golfo di Taranto sono un ibrido tra arancia e mandarino. Pare che le prime piante di questa varietà siano autoctone dell’Algeria e derivino dall’incrocio casuale effettuato da padre Clément Rodier nei pressi Orano, nel convento di Missergin attorno al 1940. Ecco perché questo frutto deve essere apprezzato:

Le Clementine del Golfo di Taranto in Puglia sono il prodotto tipico della tradizione familiare

Sin dalla sua introduzione nel Mediterraneo le clementine hanno apprezzato il clima e quindi le piantagioni in regioni come Tunisia, Marocco, Algeria, in Spagna e in Italia tra Sicilia, Puglia e Calabria diventarono molto estese, tanto da diventare nel tempo il prodotto tipico della tradizione familiare, largamente usato durante le festività e ottimo anche per i suoi poteri curativi. Le clementine hanno un gusto è simile a quello dell’arancia, ma rispetto a questo sono un perfetto connubio tra l’agro e il dolce, hanno la polpa di un colore più intenso e la forma sempre tonda. Ricco di vitamina C, ha minore acidità rispetto all’arancia ed è ottimo anche per preparare succhi, marmellate, sorbetti e perfetto per realizzare maschere di bellezza e lozioni tonificanti.

Caratteristiche organolettiche delle Clementine del Golfo di Taranto

Le Clementine del Golfo di Taranto sono una varietà speciale di clementina (a marchio IGP). Largamente coltivate bel territorio della provincia jonica occidentale che si affaccia sul golfo, crescono rigogliose grazie al clima caldo, soleggiato e poco umido, e maturano conservando quel gusto e quell’intensità che assicurano la giusta persistenza e tutte le importanti caratteristiche organolettiche. Il frutto è privo di semi e la sua maturazione è precoce tanto da permetterne la raccolta sulle coste del golfo anche dalla fine di ottobre in poi. Il frutto appartiene alle migliori tradizioni di Taranto che continua a preservare con cura e passione.

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