MANDURIA – Il Consorzio del Primitivo di Manduria dice no ai marchi ingannevoli, che possono mettere in cattiva luce la qualità del grande doc pugliese che sta facendo il giro del mondo.

Grazie all’impegno che si tramanda da generazioni, i risultati sono evidenti. Il Consorzio Primitivo di Manduria comprende 52 aziende distribuite nei 18 comuni tra Taranto e Brindisi, con oltre 900 viticoltori, su circa 3.140 ettari di vigneti.

Per tutelare il prodotto italiano, sono stati intensificati i controlli per la vigilanza delle etichette di bottiglie di vino che si spacciano per Primitivo di Manduria.

E’ infatti in corso la trattativa che vede l’opposizione ad altre etichette di vini in Sudafrica, Germania e Francia.

In un comunicato, Mauro di Maggio, presidente del Consorzio del Primitivo di Manduria, spiega che la vigilanza è stata rafforzata in considerazione dell’aumentata produzione.

Lo scorso anno, sono stati prodotti circa 15 milioni di litri di vino, con un fatturato di circa 120 milioni di euro, che ha superato l’anno precedente del 15%.

Maggio afferma: “Da una parte stiamo operando al livello internazionale per bloccare i marchi ingannevoli di Primitivo di Manduria e, dall’altra, stiamo prelevando i campioni dalla grande distribuzione per analizzarli in laboratorio e verificare se ci siano incongruenze con il nostro disciplinare. Teniamo sotto controllo anche il prezzo a scaffale, che è un indicatore assai diretto di eventuali anomalie e irregolarità. L’anno scorso per queste attività abbiamo speso circa 70 mila euro, ma la vigilanza è un settore chiave”.

Garantire l’autenticità del prodotto è fondamentale e per questo motivo che vengono svolti accurati controlli.

Maggio conclude: “La contraffazione, come succede per molti marchi made in Italy, è un nemico pericolosissimo perché inganna il consumatore e colpisce le aziende serie e sane”.

In questi anni, il Consorzio si è battuto molto, vincendo molte cause sia in Italia che in Spagna, Cile, Cina e Portogallo. Grazie ai controlli, sono stati scoperti 4 marchi con dicitura Unione Europea che sono stati tolti dal mercato.

Il Consorzio per il triennio 2019-2021 ha aumentato i controlli del 30%.