Tumore del polmone: l’immunoterapia rivoluziona le cure e allunga l’aspettativa di vita

Oggi, l'immunoterapia è la prima scelta per affrontare la malattia in fase metastatica nel tumore al polmone.

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BENESSERE – Una speranza per i migliaia di malati colpiti dal tumore ai polmoni sembra venire dall’immunoterapia.

In Italia sono circa 10.000 le persone che ogni anno ricevono la diagnosi di tumore polmonare di tipo squamoso. Questo è uno dei tumori più difficili da curare, nessun farmaco o cura sembrava, fin ad oggi, in grado di riuscire ad influire in maniera rilevante sull’aspettativa dei malati.

Grazie ad uno studio internazionale condotto da IMpower131 e diretto dall’italiano Federico Cappuzzo, direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia di Ravenna, sembra essere stata trova una soluzione in grado di rallentare la malattia.

Lo studio ha dimostrato, infatti, che utilizzando in maniera combinata l’immunoterapia atezolizumab, che punta a riattivare il sistema immunitario contro il cancro, con la chemioterapia, la malattia subisce un forte rallentamento.

In alcuni pazienti metastatici, si è addirittura scoperto che la sopravvivenza può triplicare, passando da una media 10 mesi di aspettativa di vita, a quasi 2 anni.

La situazione di impotenza e di blocco che si era creata verso questi pazienti sembra dunque essere in via di risoluzione grazie proprio all’immunoterapia.

Lo ricerca ha anche dimostrato che i risultati di questa nuova terapia, sono particolarmente efficaci nei pazienti che rivelano di avere un’alta percentuale della proteina PDL-1.

Sono questi malati che dimostrano percentuali di sopravvivenza quasi triplicate rispetto alla sola cura tramite chemioterapia.

Il marcatore PD-L1, è una proteina su cui agisce l’atezolizumab, per questo nei pazienti che ne possiedono alti livelli (circa il 20-25% dei malati) sembra essere efficace il trattamento immunoterapico in combinazione con la chemioterapia.