Addio a John Torrence Tate il gigante della matematica

Aveva 94 anni il matematico John Torrence Tate pluripremiato per la teoria dei numeri.

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Addio al genio della matematica John Torrence Tate
John Torrence Tate

Si è spento all’età di 94 anni il grande matematico John Torrence Tate che ha ricevuto nel 2010 l’importante premio Abel Prize per i suoi studi pionieristici sulla matematica. Hanno aperto le porte alla nuova teoria delle forme automorfe e delle loro funzioni.

Era considerano il “gigante della matematica del XX secolo” e la teoria sui numeri gli aveva permesso di ricevere molti riconoscimenti.

La notizia della sua morte è stata annunciata dall’Università di Harvard, dove lui ha insegnato per ben 36 anni.

John Torrence Tate il genio che aprì le porte alla moderna matematica

Su Twitter lo ricorda anche l’Accademia norvegese delle Scienze e delle Lettere, proprio quella che nel 2010 gli aveva attribuito il premio Abel equiparato al premio Nobel che però non premia questa categoria.

Nel 2002,  John Torrence Tate ricevette il Premio Wolf, che si aggiudicò per il suo impegno nel campo della teoria algebrica dei numeri. La Branca della matematica che tutti conosciamo quella dei numeri interi che fanno studiare a scuola.

E’ stato grazie al suo genio che la matematica ha segnato una svolta le XX secolo, quando la teoria dei numeri è diventata una branca della matematica quanto elaborata quanto affascinante.

Il professor Tate, nel 1950, nella sua tesi di dottorato sull’analisi di Fourier sui corpi di numeri, ha dato il via alla moderna teoria delle forme automorfe e delle loro funzioni. Collaborò con il grande matematico Emil Artin, con cui conseguì il dottorato presso l’Università di Princeton.

Il grande genio di John Torrence Tate fu capace di rivoluzionato la teoria globale dei corpi di classe ricorrendo all’utilizzo delle nuove tecniche di cosmologia dei gruppi.

Nato a Minneapolis, in Minnesota, il 13 marzo 1925, il genio matematico si laureò ad Harvard, dove in seguito divenne docente e poi insegnò anche all‘università del Texas, ad Austin fino al 2009, quando andò in pensione.

Quando nel 2010 gli venne conferito il premio Abel, la motivazione fu per “Il suo un impatto vasto e duraturo sulla teoria dei numeri”.

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