Allerta arancione disposta dalla Protezione Civile per l’attività del vulcano a Stromboli

Divieto di navigazione esteso a due miglia dalla Sciara del Fuoco.

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Allerta arancione della Protezione Civile a Stromboli
Riconoscimento Editoriale: Pagina Facebook / Protezione civile e sanità San Giovanni in fiore

STROMBOLI – Continua l’azione del vulcano da cui si sprigiona la cenere. Anche se pare più rallentata l’attività, i boati continuano a farsi sentire e resta alto il livello di attenzione.

E’ stata Attivata la fase operativa di preallarme come disposto dal Piano nazionale di emergenza.

Si sono riuniti i Centri di competenza e il Dipartimento della Protezione civile della Regione Sicilia. Acquisito anche il parere della commissione grandi rischi che si è riunita a Roma. Sono state fatte, infine, le valutazioni.

E’ stato disposto così, il divieto di navigazione e l’allerta gialla è passata ad allerta arancione.

Preoccupazione per l’attività del vulcano a Stromboli.

Ginostra, il piccolo borgo di stromboli si può raggiungere solo via mare. Di conseguenza la popolazione è molto coinvolta. Allo stesso modo anche i turisti che proprio in questo periodo dell’anno sono numerosi, affascinati dalla montagna.

La preoccupazione è alta e non si dimentica l’eruzione di un mese fa, quando un’esplosione è costata la vita ad un escursionista.

L’altra notte, un’ esplosiva ha causato la caduta di materiale pirotecnico su Ginostra e sono stati segnalati fenomeni sismici con maggiore frequenza.

Per il momento, il divieto di navigazione è stato esteso a due miglia, come ha disposto il sindaco Marco Giorgianni, con un’ordinanza. Potranno attraccare regolarmente solo aliscafi e traghetti di linea.

Livello di attenzione alto non escludendo altre esplosioni.

Eugenio Privitera, direttore dell’Osservatorio etneo dell’Ingv, sostiene che il livello di attenzione resta alto. Non si possono escludere altre esplosioni. Sottolinea che lo Stromboli è un vulcano attivo da millenni e questa è una delle fasi più attive degli ultimi 100 anni.

Il geologo ricorda che il 3 luglio scorso, lo Stromboli si è reso attivo con un’attività parossistica che ha mostrato una fumata di cenere che si è innalzata verso il cielo per chilometri.

E’ avvenuta anche la caduta di materiale incandescente che ha provocato numerosi incendi.
La colata lavica si è riversata per i pendii della sciara del fuoco ed è finita in mare. Nei giorni successivi il vulcano è rimasto stabile.

Il 28 agosto è avvenuta un’altra esplosione parossistica, ma rispetto a quello del 3 luglio, questa è stata di minore intensità.

L’altra notte è avvenuta un’esplosione più intensa che ha generato la caduta di cenere vulcanica sulle spiagge. Nel frattempo sono state avvertite anche delle scosse di terremoto.