Autobus dirottato e dato alle fiamme. 51 Studenti salvi per miracolo

La prontezza dei carabinieri di San Donato milanese ha evitato una strage.

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Appicca fuoco su bus con scolaresca, fermato autista
Il bus di linea dato alle fiammesulla strada provinciale 415 all'altezza di San Donato Milanese (Milano), il 20 marzo 2019. Il bus, con a bordo una scolaresca Ë stato dato alle fiamme dall'autista, Ousseynou Sy, senegalese, fermato dalle forze dell'ordine.

Strage scampata ad opera del senegalese Ousseynou Sy, italiano dal 2004, con precedenti penali per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale. Assunto da una ditta di autotrasporti di Milano.

Nella giornata di ieri trasportava a bordo di un pullman 51 alunni di seconda media e le loro insegnanti, salvi per miracolo.

Oggi gli alunni della seconda media dell’Istituto Vailati di Crema, nel cremonese, per fortuna si trovano in classe, ancora sotto choc, ma sani e salvi. Alcuni di loro sono finiti all’ospedale per intossicazione, a causa del fumo causato dal pullman in fiamme.

Se possono raccontare l’incubo che hanno vissuto nella giornata di ieri, è grazie alla prontezza, la professionalità e al sangue freddo dei Carabinieri di San Donato a Milano che sono intervenuti e li hanno messi in salvo.

Alla guida del pulmann che stava trasportando i 51 studenti, giovanissimi e le loro maestre, si trovava il 47enne senegalese con precedenti penali, assunto dall’azienda di trasporti milanese.

I fatti dell’autobus dirottato e dato alle fiamme a Milano

L’uomo, non aveva mai dato segni di squilibrio e nessuno avrebbe immaginato una cosa del genere. Ieri mattina, il 47enne alla guida del bus, stava riportando gli alunni a scuola, dopo un’attività sportiva all’aperto.

Improvvisamente, ha cambiato percorso e rivoltosi agli studenti li ha minacciati con un coltello e avrebbe detto: “Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno”. In quel momento, il pullman si trovava sulla strada provinciale Paullese a San Donato Milanese, a poca distanza dal city airport.

La sua intenzione era quella di dirigersi verso l’aeroporto e dare fuoco al pullman con i viaggiatori a bordo. Aveva caricato sul mezzo alcune taniche di benzina.

Ha sequestrato i telefonici agli alunni, ma uno gli è sfuggito e così un ragazzino, prontamente ha telefonato ai genitori che hanno dato l’allarme. Immediatamente sono scattati diversi posti di blocco dei carabinieri, mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo.

Il senegalese, a quel punto ha forzato uno sbarramento dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo del mezzo che è finito contro il guardrail. Ha cosparso il mezzo di benzina e ha dato fuoco con un accendino. Per fortuna, i militari sono riusciti a mettere in salvo tutti gli studenti e i professori, entrando dalla porta posteriore e rompendo i finestrini.

Ousseynou Sy è stato arrestato.

L’uomo, prima ha sequestrato gli studenti, poi ha dato fuoco al mezzo, sostenendo di voler fare una strage. Il senegalese ormai italiano dal 2004, con precedenti penali per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, ha minacciato di uccidersi e poi ha affermato: “Vanno fermate le morti nel Mediterraneo”.

Ai ragazzini ha detto che sarebbero tutti morti e ha iniziato a legarli, costringendo anche una maestra a farlo, minacciandola con un coltello.

Il senegalese ha affermato la premeditazione e l’intenzione di volere arrivare fino a Linate e suicidarsi. E’ stata Contestata lʼaggravante del terrorismo.

Nell’interrogatorio davanti al capo del pool dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili e al pm Luca Poniz, l’uomo ha dichiarato che ciò che ha scatenato la sua decisione è stato il caso della nave Mare Jonio; voleva vendicare le morti dei molti immigrati.

Per fortuna tutti i viaggiatori del pullman sono sani e salvi, alcuni bambini e un adulto sono stati trasferiti negli ospedali vicini. L’adulto e un bambino sono in codice giallo, mentre gli altri, tutti in codice verde.

Ora, Ousseynou Sy dovrà rispondere di sequestro di persona, strage, incendio e resistenza. La Procura di Milano ha contestato l’aggravante del terrorismo dal momento che, come ha chiarito il capo dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili, che coordina le indagini assieme al pm Poniz, il suo gesto ha scatenato panico nella popolazione.

Le indagini in corso dovranno chiarire come mai l’uomo nonostante i suoi precedenti penali, così gravi, potesse svolgere l’attività di autista di bus.

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