Il mondo si tinge di blu per dedicare una sola giornata a coloro che devono convivere ogni giorno con questa malattia, l’autismo.

In moltissime città, stanno partecipando, colorando monumenti e piazze, dipinte con un colore voluto dall’Onu. Dall’Empire State Building di New York al Cristo Redentore di Rio de Janeiro, fino ad arrivare in Italia, dove anche Montecitorio si è vestito di blu.

E’ il colore che vuole ricordare la XII edizione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo.

E’ una maniera per far sapere che molte famiglie nel mondo devono convivere con questa condizione e spesso non ricevono nessun aiuto dalle istituzioni.

Solo in Italia sono circa 600mila le famiglie coinvolte, il che significa che su 100 bambini, 1 ne è affetto.

Oggi si stima che l’autismo è una condizione sempre in aumento e questo dato viene espresso grazie all’introduzione di strategie di screening che permettono di dare una diagnosi anche quando ci sono dei disturbi lievi.

Oggi, purtroppo, diventa molto difficile poter aiutare questi bambini; troppi costi e carenza di strutture idonee. E’ stato stimato che le famiglie spendono in media tra i 1.000,00 e i 2.000,00 euro al mese per tutta la vita.

Molte Aziende Sanitarie non offrono sostegno e quelle che lo prevedono, hanno

I bambini necessitano di cure e assistenza per migliorare la loro qualità di vita e anche quella della loro famiglia, dove ci sono anche altri figli che risentono della condizione economica e del tempo speso per i loro fratelli, vivendo così anche loro un clima poco sereno.

Questo problema mondiale va risolto perché capire l’esistenza dell’autismo è il primo grande passo da compiere, dal momento che prima si scopre e più ci sono possibilità di aiutare i soggetti che ne sono affetti.

Viene dopo, l’assistenza e il supporto da dare alle famiglie che hanno bisogno di un aiuto che insegni loro come agire. La scuola è molto importante, ma non sempre ci sono gli insegnanti competenti.

Quando questi bambini diventano adulti, non basterà la famiglia; occorrono quindi strutture idonee dove questi ragazzi possono imparare anche un mestiere o semplicemente badare a se stessi.