ITALIA – Eurispes, l’ente privato italiano che si occupa di studi politici, economici e sociali, si è occupato della dipendenza da Killfie, il nuovo modo estremo di scattarsi i selfie, mettendo a rischio la propria vita.

L’ultima tragedia è avvenuta nei pressi di Modena a causa di un video girato in autostrada a 220 km/h e che ha causato la morte delle persone a bordo.

Questa è solo l’ultima delle tragedie causate da questa moda pazza dei killfie. Sul web girano molti video, dove ragazzi molto giovani cercano edifici altissimi, per poter passeggiare sui tetti e scattarsi i selfie.

Eurispes, in un rapporto 2019 ha segnalato che sono soprattutto giovani di età compresa fra i 20 e i 29 anni, fra l’ottobre 2011 e il novembre 2017, che sono rimasti vittime di questo modo estremo di scattarsi foto o farsi dei video per poi metterli in rete.

Nello specifico, sono amanti del Killfie i giovani fra i 20 e i 29 anni, seguiti dai giovanissimi tra i 10 e i 19 anni.

Eurispes, specifica che le 259 persone morte che non hanno calcolato bene i rischi, sono:
“70 annegate, 51 rimaste vittime di incidenti stradali, 48 cadute sfidando la legge di gravità, altre 48 rimaste bruciate, 16 fulminate da scariche elettriche, 11 colpite da arma da fuoco, 8 vittime di attacchi da parte di animali selvatici”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui