BRISTOL – Nella sua carriera aveva vinto 3 Oscar e 3 Bafta, l’animatore anglo-canadese Richard Williams, inventore di Roger Rabbit, il coniglio del noto film “Who Framed Roger Rabbit”.

Il film,  con il protagonista Bob Hoskins, è stato girato da Robert Zemeckis, ne 1988, con la tecnica mista.

Richard Williams aveva 86 anni ed era malato di tumore, ma come racconta la figlia Natasha Sutton Williams, il papà ha disegnato e animato fino all’ultimo giorno di vita. Era innamorato del suo lavoro che aveva coltivato fin dalla giovinezza.

Richard Williams, una passione nata prestissimo e che non lo ha mai abbandonato.

Nacque a Toronto nel 1933 e a soli 5 anni rimase affascinato dal personaggio del capolavoro Disney, Biancaneve e i sette nani, e da allora iniziò a disegnare ed inventare i suoi personaggi che ha reso vivi, fino a quando il suo cuore ha cessato di battere, nella sua casa a Bristol, circondato dall’affetto dei suoi cari.

Il coniglio del film “Chi ha incastrato Roger Rabbit” è solo uno dei tanti personaggi animati usciti dalla penna dell’artista anglo-canadese. Negli anni cinquanta arrivò in Gran Bretagna e negli anni Sessanta e Settanta, lavorò con  Casino Royale, nel 1967, La Pantera Rosa colpisce ancora, nel 1975 e La Pantera Rosa sfida l’ispettore Clouseau, nel 1976.

In un’intervista l’artista raccontava l’aneddoto di quando a soli 5 anni restò folgorato dalla visione del cartone prodotto dalla Disney “Biancaneve e i sette Nani” del 1937.

Da allora, il suo sogno rimase quello di andare prima o poi alla Disney per portare i suoi lavori e così fece un giorno.

Arrivò con i suoi disegni e per lui fu il momento più emozionante della sua vita. Quando, però, ricevette il consiglio di disegnare in modo corretto, quel parere gli fece perdere l’interesse per l’animazione fino all’età di 23 anni.

Da allora non ha mai smesso e il suo primo film dove fa muovere i personaggi è “The Little Island” del 1958, con il quale vinse il primo Bafta, nel 1971, vinse l’Oscar per l’adattamento nel film “Il canto di Natale” di Charles Dickens.