Nuovo studio rivela che il cellulare non aumenta il rischio di cancro

Nelle analisi avviate dallo studio italiano, mancano i dati riferiti ai rischi dell'infanzia.

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ITALIA – Arrivano buone notizie a favore della tecnologia. Un recente studio italiano ha dimostrato che l’uso prolungato del telefono cellulare non sarebbe associato all’insorgenza di forme tumorali, delle zone esposte alla radio frequenza.

E’ il risultato del nuovo rapporto “Esposizione a radiofrequenze e tumori”, curato dall’ Istituto superiore di sanità (Iss), Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea.

Rivela che nell’arco di 10 anni, l’esposizione prolungata ai telefoni cellulari, non è associabile all’incremento del rischio di tumori maligni, come il glioma o a quelli benigni, come il meningioma, i tumori delle ghiandole salivari o il neuroma acustico.

Non c’è, però, da stare troppo tranquilli, infatti gli ultimi dati non consentono delle valutazioni accurate sul rischio di tumori intracranici e sugli effetti a lungo termine dell’utilizzo del cellulare durante l’infanzia.

L’attenzione, quindi deve rimanere sempre alta, specialmente sulle fasce più deboli, come i bambini che sono in fase di sviluppo. Quindi è meglio ridurre l’abitudine di giocare con il cellulare molte ore al giorno.

Per concludere, i ricercatori affermano che in base alle evidenze epidemiologiche attuali, l’utilizzo del cellulare non è associabile all’insorgenza dei tumori, nelle zone esposte alle radiofrequenze, come l’orecchio o la bocca durante le chiamate vocali.