Trieste Running Festival vietata agli atleti africani

Polemiche sulla decisione.

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Esclusi gli atleti africani dalla Trieste Running Festival
Riconoscimento editoriale: Pagina Facebook / Trieste Running Festival

TRIESTE – Dal 3 al 5 maggio di terrà la grande manifestazione podistica all’insegna dello sport che quest’anno non vedrà la partecipazione di atleti africani per una decisione presa dagli organizzatori, ma si accendono le polemiche.

Trieste Running Festival è un importante evento all’insegna dello sport, della salute, del divertimento e della solidarietà.

Gli organizzatori hanno preso con consapevolezza questa decisione, dichiarando di volere evitare lo sfruttamento di atleti professionisti africani alla mezza maratona, ma il Pd afferma che si tratta solo di razzismo.

Si accendono le polemiche.

il presidente della Apd Miramar, Fabio Carini, organizzazione del festival, dichiara:
“Quest’anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati e questa è una cosa che non possiamo più accettare”.

Dal Pd arrivano le accuse di razzismo ed epurazione.

L’eurodeputata Pd e ricandidata al Parlamento europeo nel Nordest, Isabella De Monte scrive:
“A Trieste siamo arrivati alle epurazioni nello sport: ultima follia di un estremismo che sta impregnando e snaturando la città, sulla quale i più alti rappresentanti politici e istituzionali hanno messo la faccia. Fatto grave e indegno”.

Afferma:” Non si usi lo sfruttamento degli atleti come foglia di fico: per sollevare questioni simili ci sono luoghi e organismi preposti cui rivolgersi. Qui siamo davvero all’assurdo: si impedisce a dei professionisti di prendere parte a una gara perché provenienti dall’Africa. Attenzione, sono mesi che lo diciamo: la situazione sta davvero sfuggendo di mano e stiamo tornando indietro a tempi bui. Davanti a scelte simili la reazione è una sola: l’indignazione. Lo sport è condivisione, unione, uguaglianza, lealtà, rispetto: lo si insegna ai bambini e ai ragazzi. Ma che esempio si dà con scelte simili? Ancora una volta una vergogna inflitta a una città come Trieste e a una regione come il Friuli Venezia Giulia, da sempre culle di civiltà”.

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