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Violenze in Russia, continuano le proteste

Continuano le violenze in Russia, nelle piazze le proteste non si placano, arrestate oltre 4.000 persone, anche la moglie di Navalny.

Proseguono le violenze in Russia, e continuano anche le proteste nelle piazze. La polizia per il secondo week-end consecutivo è intervenuta arrestando oltre 4.000 persone, fra cui anche la moglie di Navalny e 82 giornalisti. I manifestanti hanno gridato con tutte le loro forze la liberazione di Alexey Navalny, rivale numero uno di Putin. Numerose le violenze contro i dimostranti, la polizia sembra si sia servita anche dei taser per affrontarli. Da oltreoceano arrivano le denunce del governo americano per quanto sta accadendo in Russia, nella voce del segretario di Stato Antony Blinken che ha parlato a nome del presidente Joe Biden.

Gli Usa denunciano le violenze in Russia

Gli Stati Uniti non approvano l’operato del Cremlino e giudicano le violenze in Russia qualcosa di inaudito. Gli Usa hanno infatti condannato l’uso continuo da parte delle autorità russe di tattiche dure contro manifestanti pacifici e giornalisti. Ma dal Cremlino hanno fatto sapere che l’intervento della nuova amministrazione non è stato gradito, e hanno parlato di interferenze negli affari interni della Russia. Il ministero russo ha anche aggiunto che il sostegno dato dal segretario di Stato Usa Blinken ad una violazione della legge è una conferma ulteriore del ruolo che Washington svolge dietro le quinte. Le manifestazioni per il secondo fine settimana si sono svolte in diverse parti della nazione russa, da Vladivostok a Kaliningrad.

Anche l’Ue ha reagito a quanto accaduto in Russia

Di fronte alle violenze in Russia non è rimasta in silenzio neanche l’Unione europea. L’Alto Rappresentante Ue Josep Borrell ha duramente condannato gli arresti di massa e l’uso esagerato della forza contro dimostranti e giornalisti. Borrell ha ribadito che le persone hanno il diritto di manifestare senza timore di una repressione, e la Russia non deve mancare di rispetto nei confronti degli impegni internazionali presi. Anche la Farnesina ha condannato le brutali repressioni e gli arresti di manifestanti pacifici e ha chiesto la liberazione delle persone arrestate.

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