Emergenza per l’agricoltura pugliese colpita da neve e gelate

Oltre all’emergenza coronavirus, ecco altre sofferenze per l’agricoltura pugliese, che deve fare i conti con la neve e le gelate.

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Agricoltura

Non bastava l’emergenza coronavirus, ecco altre sofferenze per l’agricoltura pugliese, che deve fare i conti con la neve e le gelate. Nelle ultime ore le temperature si sono abbassate e sono sopraggiunte delle nevicate che stanno dando il colpo di grazia alle coltivazioni. I produttori, oltre ad essere messi in ginocchio da quanto sta accadendo a causa del virus, adesso devono far fronte a quest’altra calamità che compromette le colture e non lascia speranza alcuna di ripresa.

Il freddo e le gelate compromettono le colture

Raffaele Carrabba, presidente di Cia Puglia, ha affermato, in vista di quanto si è verificato nelle ultime ore, che si tratta di un momento particolarmente delicato per il territorio pugliese. I danni saranno evidenti fra qualche giorno, quando saranno palesi le conseguenze della pioggia e della neve sulle coltivazioni. Gli agrumi in fioritura della zona occidentale di Taranto, i vigneti sotto copertura, le mandorle in fiore e tanti altri alberi sono a rischio, così come ortaggi e carciofi e ortaggi sono rimasti in svariati campi del Brindisino. Infatti, una volta che la merce non viene più ritirata dalle aziende del Nord i problemi per l’agricoltura pugliese aumentano.

La situazione per l’agricoltura pugliese è molto seria

C’è grande paura anche per le coltivazioni della zona orientale della Puglia, dove si producono diversi ortaggi fra cui cavoli, rape, broccoli, fave e molto altro. Sono a rischio anche gli alberi di ciliegio e le diverse varietà di uva da tavola, soprattutto quelle precoci. Anche gli ulivi risentiranno dell’abbassamento delle temperature, e si ripeterebbe la stessa situazione che si è verificata qualche anno fa, quando a causa del gelo e del freddo eccessivo anche gli ulivi hanno avuto delle conseguenze. La situazione per l’agricoltura pugliese è dunque abbastanza seria e dopo diversi mesi di temperature anomale e senza pioggia adesso i rischi aumentano.

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