Granchio di fiume rinvenuto nella Gravina di Laterza

Un bellissimo esemplare di Potamon fluviatile degustava delle alghe prelibate.

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Nella Gravina di Laterza esemplare di granchio di fiume
Riconoscimento Editoriale: Wikipedia.org

LATERZA – Nascosto tra i massi e la vegetazione della Gravina, durante un’escursione degli operatori del Cea, è stato notato un esemplare appartenente alla famiglia dei Potamidi. E’ conosciuto da tutti con il nome di granchio di fiume.

Al tramonto, mentre gli amici del Cea percorrevano il fondo della gravina è stato trovato fra le rocce e gli stagni, il simpatico esemplare.

Si fanno spesso incontri interessanti nella Gravina di Laterza. Come quello degli inizi di agosto quando si imbatterono in una “Stregona dentellata”, l’insetto più grande d’Europa.

Granchio di fiume a rischio estinzione.

La specie dei Potamidi, negli ultimi anni sta subendo una drastica riduzione. Causa è  l’impatto antropico dovuto alla illegale raccolta a scopo alimentare, ma anche dall’inquinamento delle acque e dei cambiamenti climatici.

Sulla pagina Facebook del Cea laertino, è stato pubblicato il video del simpatico granchio di fiume nascosto tra le rocce che degusta un prelibato pasto.

L’immagine è molto suggestiva, poiché è accompagnata dal piacevole sottofondo dell’acqua limpida che scorre.

E’ possibile quindi trovare di questi esemplari nella gravina. Sta diventando però sempre più raro per colpa del comportamento dell’uomo. Stravolge l’habitat naturale compromettendo l’esistenza delle più rare specie di flora e fauna.

Il breve video, lungo soltanto 35 secondi e stato pubblicato dal Centro di educazione ambientale. Rappresenta un documento importante, a sostegno dell’elevato indice di biodiversità, già accertato, esistente nella gravina di Laterza e nell’intero Parco naturale regionale.

Progetti a tutela delle specie floro-faunistiche a rischio estinzione.

Nel 2014, con un progetto denominato “Grastepp”, si fissò come obiettivo la conservazione e l’incrementazione della biodiversità.

Si trattava di un workshop tra Gravine e steppe.  Fu coordinato da Antonio Sigismondi del servizio Assetto del territorio della regione Puglia e da Angela Barbanente che allora era assessore regionale alla Qualità del territorio.

In un rapporto finale, vennero raccolti i risultati del progetto. Comprendevano azioni sinergiche tra pubblica amm.ne, ricerca scientifica e associazioni ambientalistiche. Riguardavano la conservazione delle specie floro-faunistiche a rischio estinzione, esistenti tra la Murgia e le Gravine.

In quell’occasione l’assessore Barbanente concluse affermando che senza biodiversità non c’è futuro realmente sostenibile.