Legambiente chiede di più oltre l’acquario a Taranto

L'obiettivo è procedere con le bonifiche e andare oltre ai progetti più semplici

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Il Comune di Taranto e Legambiente insieme per la lotta al cambiamento climatico

TARANTO Legambiente Taranto vede l’acquario che si dovrebbe creare a Taranto all’ex Cantieri Tosi come uno specchietto per le allodole.

Infatti, secondo l’associazione ambientalista, l’obiettivo è distrarre l’attenzione dalle bonifiche. Secondo l’ente, l’idea dell’acquario nasconderebbe:

“(…)  il fallimento dell’intervento dello Stato sul tema della bonifica del Mar Piccolo i cui fondali continuano ad essere avvelenati da Pcb, diossine, metalli pesanti: cadmio, piombo, arsenico, rame, zinco, mercurio”.

Così spiega Legambiente. In più, l’ente accusa il commissario Corbelli di non aver fatto nulla dall’8 luglio 2014 sul fattore delle bonifiche in Mar Piccolo.

Infatti, secondo l’ente, l’abbattimento della contaminazione nel Mar Piccolo sarebbe stato oggetto solo di gara, ma materialmente non si sarebbe intervenuto davvero. Infatti, la graduatoria definitiva è arrivata a marzo 2020, in piena emergenza CoVid-19.

In più, per le bonifiche sul piatto ci sono 32 milioni di euro, mentre per l’acquario ce ne sono 100 milioni. Infine, specifica l’ente, ci vorranno molti anni per i lavori di risanamento del mare.

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