Massimo Ferrarese: ambientalizzare l’Ilva e creare una No Tax Area a Taranto

Massimo Ferrese parla al Fatto Quotidiano, affermando che si dovrebbe nazionalizzare l'Ilva per ambietalizzarla e renderla più sostenibile per i cittadini.

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Taranto, ArcelorMittal, ilva

TARANTOMassimo Ferrarese, imprenditore brindisino ed ex presidente della Provincia di Brindisi, parla con il Fatto Quotidiano sull’Ilva e sul danno ambientale che ha comportato avere la fabbrica negli anni nel tarantino. Secondo Ferrarese bisognerebbe nazionalizzare l’Ilva, al fine di continuare con l’ambientalizzazione dell’acciaieria e fare le dovute bonifiche sul territorio, trasformandola così in un’azienda che possa essere utile al paese e alla città in cui opera.

E se questo non occuperà gli stessi lavoratori? Secondo Ferrarese bisognerebbe creare anche una No Tax Area di 2 o 3 mila ettari, liberi da tassazione, per agevolare l’arrivo di aziende che possano reimpiegare i lavoratori. E Bruxelles? Secondo lui, in Europa non si devono fare sempre due pesi e due misure e non si può dire di no ad una soluzione che potrebbe risolvere un problema sociale e ambientale.

L’Ilva a Taranto è stata installata sessant’anni fa, sapendo che ci sarebbe stata la devastazione del territorio, la ricompensa data? 30 mila posti di lavoro. Ora però la città si ritrova con un problema a livello ambientale e sanitario, e con i posti di lavori terribilmente ridotti. Per questo motivo dovrebbe intervenire lo Stato per aiutare realmente Taranto e i suoi cittadini. 

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