Monitoraggio e sorveglianza attiva della contaminazione da diossine e PCB negli alimenti

Dal 2008, il dipartimento di prevenzione della ASL di Taranto s'impegna nel monitoraggio finalizzato a verificare la possibile contaminazione da diossina degli alimenti.

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TARANTO – Il monitoraggio è finalizzato alla verifica di un’eventuale contaminazione degli alimenti dalle Diossine (PCDD e PCDF) e Policlorobifenili (PCB-NDL e PCB-DL) è un servizio effettuato dal dipartimento di prevenzione ASL di Taranto sin dal 2008. L’attività è integrata anche a dei Piani Nazionali per il Controllo Ufficiale.

I piani nazionali per il controllo: quali i principali

I principali piani nazionali di controllo ufficiale prevedono: 

  • Un piano nazionale per i residui
  • Dedicata all’Alimentazione animale 
  • Monitoraggio e classificazione delle acque per la molluschicoltura (progetto SIN)

Questi piani sono inclusi nel piano locale per i controlli ufficiali e per la sicurezza alimentare supervisionata dal PRIC Regionale. 

Chi può eseguire le attività di controllo

Le attività di controllo dei livelli di diossine e PBC negli alimenti possono essere effettuate solo da professionisti quali: veterinari, medici, tecnici per la prevenzione. Tutti questi soggetti, lavorano seguendo con costanza il principio di massima precauzione e sono finalizzate per riuscire ad attivare il benessere e anche la salvaguardia delle persone.

Quali sono gli alimenti controllati e i monitoraggi effettuati

Nei documenti che sono stati redatti in merito al piano di prevenzione si può visionare quanto è stato realizzato sin d’ora dal Piano straordinario per il monitoraggio e per la sorveglianza attiva dell’eventuale contaminazione da PCB e diossine. Gli studi hanno visto un campionamento oltre che un’analisi della produzione primaria per gli alimenti d’origine vegetale, alimenti che sono d’origine animale, mangimi in aziende e foraggi all’interno della provincia di Taranto.

Durante gli anni, a partire dal 2008, le attività effettuate hanno previsto una continua sorveglianza attiva e anche il monitoraggio continuo delle aziende zootecniche, di quelle della pesca e agricole che operano nella provincia di Taranto, oltre che nella città stessa, in quanto i livelli di diossina devono essere controllati anche nelle zone limitrofe che potrebbero essere potenzialmente colpite.