TARANTOLe Oloturie chiamate anche con il nome di cetrioli di mare, sono molto ricercate nei paesi asiatici e in Cina, perché utilizzati nell’industria alimentare e cosmetica. Proprio verso queste zone erano dirette le 10 tonnellate di oloturie ancora vive, sequestrate dalla Guardia di Finanza e dalla Questura di Taranto nei capannoni che si trovavano nella zona di Porta Napoli.

Il mercato clandestino delle oloturie danneggia il mare, in quanto queste sono necessarie per l’equilibrio dell’ecosistema marino, per questo ci si era dati alla pesca clandestina. Ora nel processo aperto per la vendita e pesca clandestina delle Oloturie, Legambiente ha deciso di intraprendere un’azione in difesa del mare tarantino, costituendosi parte civile.

Al momento sono 14 gli imputati.