Taranto. Il Mar Piccolo naviga nella plastica è il grido di Legambiente

Ciò che è stato trovato in soli cento metri di riva è davvero indecoroso. Un pugno in un occhio che ne deturpa la bellezza.

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Taranto. Il Mar Piccolo naviga nella plastica

Le rive dei due seni del Mar Piccolo meritano di essere trattate con rispetto. Il territorio va valorizzato.
Sette mesi fa era stato annunciato il progetto “Verde Amico”. Il Commissario Straordinario alle bonifiche di Taranto, la dottoressa Vera Corbelli, annunciava l’impiego di 145 lavoratori della ex società Taranto Isola Verde in un progetto di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’Area ad elevato rischio di crisi ambientale di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola, in cui sarebbero ricompresi interventi per ripulire dai rifiuti le coste del mar Piccolo e il fiume Galeso.

Dovevano essere impiegati per la formazione professionale di tre mesi dei giovani, ma intanto, il tempo è passato e le coste del mar Piccolo, l’area delle sorgenti del Galeso e quella della sua foce sono trattati come discarica a cielo aperto.
Si deve provvedere al più presto ad attivare un’azione di sensibilizzazione del territorio da parte degli organi competenti e di tutta la comunità.

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