Il residuato bellico si trovava a 300 metri di distanza dal molo di via delle Fornaci ad una profondità di 10 metri.

La ditta incaricata di condurre la rimozione dei materiali di natura antropica presenti sui fondali, ha notato la bomba che è stata poi recuperata e distrutta dai palombari del Gruppo Operativo Subacquei distaccati presso il Nucleo Sdai (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina militare.

La Prefettura di Taranto ha disposto e coordinato l’intervento di bonifica d’urgenza del Gruppo Operativo Subacquei (Gos) della Marina Militare.

Il tenente di vascello Mirko Leonzio, comandante del Nucleo Sdai  ha spiegato che l’intervento non è una cosa facile considerando i rischi che si corrono.

Il sopralluogo ha permesso di appurare che si trattava di una Mark 9 modello 2, una bomba di profondità statunitense. Le operazioni subacquee hanno permesso di imbragare la bomba e rimorchiarla fino a una zona di mare dove il residuato bellico è stato distrutto preservando l’ecosistema marino.