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SUNIA Taranto: Stop riforma case popolari

Il SUNIA Taranto fa sentire la sua voce sulle case popolari

Sportelli per i tributi del Comune di Taranto decentrati nelle periferie
Fonte web: Wikipedia

TARANTO – Dura la nota inviata alla stampa da parte del SUNIA Taranto, infatti il sindacato che difende gli affittuari critica gli emendamenti e l’assessore di Regione Puglia per tutta la gestione che sta avendo luogo in questi mesi.

SUNIA Taranto: la protesta accesa

“L’assessore della Regione Puglia alle politiche abitative, Anna Grazia Maraschio, secondo il SUNIA dopo aver di fatto boicottato ogni tipo di confronto con i sindacati degli inquilini, non avrebbe verificato adeguatamente la portata della riforma sulle case popolari. Quegli emendamenti – spiega Lamusta – salvano le casse di ARCA ex IACP, de-responsabilizzano l’agenzia regionale dal ruolo conferito dalla stessa proprietà di gestione dei morosi e fanno, così, ricadere soprattutto sugli inquilini non morosi il peso di una gestione incapace”. Questa la dura critica rivolta agli organi regionali che sono ancora una volta al centro dei dubbi sindacali.

L’invito alla commissione

Successivamente è stato formulato un invito alla Commissione Regionale e al Consiglio per non approvare le modifiche ai regolamenti che sembrano proprio essere in rampa di lancio e occorre scongiurare l’aumento dei canoni di locazione che andrebbe a discapito solamente degli inquilini onesti.

“Invitiamo la V Commissione regionale prima e il Consiglio Regionale poi, nonché tutti i consiglieri regionali, a bloccare questo processo e a non approvare tali modifiche – dice il segretario del SUNIA di Taranto, Luigi Lamusta – Diversamente si avvierà un difficile contenzioso con migliaia di famiglie che vedranno un aumento dei canoni anche del 200%, il pagamento dei tributo comunale dell’IMU pur non essendo proprietari e la distruzione del processo di garanzia per gli inquilini onesti”

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