Avetrana. Sarah Scazzi. A soli otto anni dalla sua morte per Sabrina iniziano i permessi premio

Sono passati troppi anni che la piccola Sarah ha lasciato questa terra, ma troppo pochi per poter sentire che per la cugina Sabrina si aprono già le porte del carcere per respirare un po' di libertà.

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Avetrana. Sarah Scazzi. A soli otto anni dalla sua morte per Sabrina iniziano i permessi premio
foto di repertorio di AlexVan

Abbiamo conosciuto questa storia dove la protagonista in assoluto è stata sempre Sabrina, da quando sugli schermi compariva piangendo, disperandosi e inveire contro le telecamere che noncuranti del loro dolore volevano capirne di più.

Dopo l’ergastolo per Sabrina Misseri e per la madre Cosima Serrano e la condanna a 8 anni del padre Michele Misseri, arriva una notizia che sicuramente non allieta chi sa cosa significhi dover convivere con il dolore di una perdita come quella di una figlia.

Sarah era ancora una ragazzina, forse più ingenua di quelle adolescenti di oggi e l’unica sua colpa è stata quella di sentirsi protetta in quella casa che si è trasformata nella sua tomba. Amava quelle persone che sono diventate i mostri che l’hanno tenuta stretta per mettere fine alla sua vita di ragazza spensierata e con tanta voglia di vivere.

Dopo soli otto anni da quel maledetto 26 agosto del 2010, pare che per Sabrina e la madre si apriranno le porte del carcere per concedere loro un po’ d’aria.

Così tornerà a vivere la villetta dove si è consumata la tragedia, da cui il corpo della povera Sarah è stato preso di peso e scaricato nel pozzo in contrada Mosca.

Avranno mai pace queste donne? Dal primo momento in cui inizieranno ad assaporare la libertà, come si sentiranno al pensiero che questo non accadrà per la piccola Sarah che non potrà mai più respirare il vento, l’aria dell’estate ed emozionarsi ancora durante un’uscita con gli amici o per le prime cotte.

Secondo l’ordinamento penitenziario, un ergastolano, dopo aver scontato dieci anni durante i quali ha seguito uno stile carcerario esemplare, può fare richiesta dei benefici al giudice di sorveglianza.

Calcolando lo scomputo di pena che abbuona al detenuto 45 giorni per ogni semestre di ubbidiente reclusione, Sabrina potrà lasciare la cella già a partire dal 17 ottobre prossimo. Cosima dovrà attendere fino a maggio 2019.

In un anno possono essere concessi fino a 45 giorni di permessi.

Ciò significa che dopo 20 anni di carcere, a saldo degli sconti di 90 giorni l’anno e sempre se non ci sono intoppi come un inasprimento di pena per fatti contingenti, le due donne condannate all’ergastolo anche dalla Cassazione, potranno godere della semilibertà che consentirà loro di lasciare il carcere ogni mattina per rientrare la sera.

Aspettiamoci di vedere la villetta rossa di via Grazia Deledda illuminarsi, ma non sarà più come prima, quando si sentivano le voci squillanti degli amici che venivano a casa per organizzare le uscite, le risate di Sabrina e Sarah, ma soprattutto non si vedrà più saltellare con quella gioia dell’età, la esile ragazza dai capelli biondi che vedeva la vita con ottimismo come tutti i giovani dovrebbero fare, perché non si può credere che l’orco esista davvero.

 

 

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