TARANTO – A seguito di varie denunce della Flai Cgil causate da episodi di caporalato e sfruttamento di almeno 35 braccianti rumeni, l’imprenditore agricolo Francesco Sabato e Andrea Paduraru sono stati condannati in primo grado a pene detentive.

I braccianti vivevano in condizioni disumane rinchiusi in edifici poco sicuri, senza documenti ed erano costretti a lavorare 17 ore al giorno senza riposo, per 4€ l’ora da cui venivano detratte le varie spese per vitto, alloggio e trasporto.

Episodi di vero e proprio schiavismo di cui oggi si occupano sindacati, istituzioni tarantine e parti datoriali per cercare di incentivare le buone pratiche di legalità e sicurezza messe a rischio dalla necessità di lavoro che porta i lavoratori italiani e a rinunciare alle denunce per far valere i propri diritti.