Condannato per violenza su minore

La vittima è una studentessa del liceo di Manduria.

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Professore di Manduria condannato per violenza su minore
Riconoscimento editoriale: Succo / Pixabay.com

MANDURIA – Un professore di lettere di 57 anni denunciato dalla sua alunna per molestie e atteggiamenti morbosi ad inequivocabile sfondo sessuale è stato condannato a 5 anni di carcere.

Nella giornata di ieri, si è tenuto il processo e il Tribunale di Taranto ha emesso la sentenza. L’uomo dovrà pagare una provvisionale pari a diecimila euro a favore della ragazza.

La sentenza è stata emanata dalla giudice Patrizia Todisco e la pubblica accusa era rappresentata dal pubblico ministero e procuratore aggiunto, Maurizio Carbone.

Secondo il racconto della ragazza, che i giudici di primo grado hanno ritenuto credibile, il professore avrebbe approfittato della sua autorità di insegnante per approcciare atti di sicura natura sessuale nei confronti della studentessa.

Questi fatti avvenivano all’interno dell’istituto scolastico De Santis di Manduria durante una pausa. La sedicenne avrebbe ricevuto dal professore delle carezze alle spalle, alle braccia e ai seni.

La liceale che all’epoca dei fatti era minorenne, ha raccontato che il suo prof di lettere l’avrebbe abbracciata alle spalle premendole il corpo contro il suo bassoventre.

Poi giunta a casa, avrebbe confidato l’accaduto ai genitori che hanno provveduto a denunciare il presunto molestatore. E’ stato informato il liceo e querelato il professore.

Le indagini hanno convinto il giudice Martino Rosati a rinviare a giudizio il sospettato, così come richiesto dal pubblico ministero Carbone.

Oltre alla condanna a cinque anni e la pena risarcitoria, l’uomo è stato interdetto per sempre dai pubblici uffici e da qualsiasi incarico nelle scuole, di ogni ordine e grado e da uffici e da strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori.

Per un anno, non potrà avvicinarsi ai luoghi frequentati da minorenni e dovrà comunicare i suoi spostamenti fuori dal proprio comune di residenza, agli organi di polizia.

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