MANDURIA – “Se si fosse trattato di un cane ci sarebbe stata una rivolta”. Così esordisce Vittorio Saladino sulla vicenda che ha colpito la comunità manduriana riguardo la morte del pensionato 66enne bullizzato dai ragazzi del quartiere.

Nessuno ha fatto niente e tutti sapevano e così la vicenda si è trasformata in una notizia di cronaca che poteva essere evitata.

L’ex prefetto, Vittorio Saladino, inviato a Manduria dal Ministero dell’interno per amministrare il comune sciolto per infiltrazione mafiosa, si scaglia contro la chiesa.

“Se i bulli invece che con quel pover’uomo se la fossero presa con un cane, ci sarebbe stata la rivolta popolare. E invece tutti zitti, in un silenzio assordante che oggi mi lascia amareggiato. Quanto subiva Stano è stato chiuso e isolato in una casa, in una strada, in una comunità: un essere umano che abitava davanti a una parrocchia lasciato solo”.

Il prefetto Vittorio Saladino è uno dei tre commissari straordinari di Manduria che non può restare in silenzio di fronte a un fatto così grave.

Parla di: “Silenzio assurdo che ha avvolto e cullato la brutalità delle aggressioni subite nel tempo da Antonio Cosimo Stano”.

Il prete ha detto di essere intervenuto più volte, ma perché non ha segnalato subito ai servizi sociali? Stano era sconosciuto ai servizi sociali perché nessuno, per quanto ne dicano oggi, ha mai fatto segnalazioni“.

Aggiunge:“La cosa strana è che il soggetto era preso di mira da tanto tempo e nonostante questo anche il responsabile dei servizi sociali ne era all’oscuro. Manduria tra l’altro è capofila nell’efficienza dei servizi sociali, è un paese ricco tra i primi posti di quelli con cittadini risparmiatori, preso di mira da turisti inglesi e tedeschi”.

Saladino conclude affermando che non ci sono giustificazioni a un fatto così grave. Ricorda che sabato 4 maggio ci sarà la manifestazione per la legalità.