TARANTO – E’ stato arrestato un 34enne per il reato di riduzione in schiavitù e lesioni personali di un suo concittadino e maltrattamenti in famiglia in danno della moglie e dei figli.

Per diverso tempo, l’uomo di origini bulgare aveva mantenuto in uno stato di soggezione continua un suo connazionale.

Le indagini della Polizia di Stato sono partire dopo la segnalazione pervenuta dalla polizia bulgara riguardo la scomparsa di un loro cittadino. La denuncia era stata fatta dalla madre.

Si trattava di un traffico di migranti in cui era coinvolto anche un uomo che probabilmente si trovava in un paese della provincia jonica ospite di un suo connazionale.

Da qui la scoperta che ha condotto la Polizia all’aguzzino che ha ricevuto la misura cautelare.

La vittima ha raccontato che in un primo tempo aveva lavorato presso un’altra famiglia come baby sitter. In seguito era stato accolto dalla famiglia attuale, era costretto a dormire sul pavimento e non riceveva nessuna retribuzione per un lavoro di sette ore che svolgeva nelle campagne della zona.

Il bulgaro, feriva sui fianchi e sulla schiena con delle forbici utilizzate per tagliare l’uva, la sua vittima per spronarla a lavorare più velocemente.

Quando tornavano a casa, mentre il resto della famiglia si alimentava regolarmente con carne e pesce, a lui veniva dato solo riso o pasta in bianco e qualche volta anche biscotti.

Alla sua richiesta di volere ritornare nel suo paese di origine, il carnefice lo aveva picchiato e quando la moglie aveva tentato di difendere l’uomo era stata picchiata anche lei di fronte ai figlioletti.

Le violenze erano rivolte anche ai familiari, tanto che in un episodio drammatico, pare che il bulgaro in uno scatto d’ira, si fosse scagliato contro la figlia di soli due anni e l’aveva rivoltata a testa in giù, dopo averla afferrata per le caviglie.