MANDURIA –  Il padre di Michele e anche la sorella lanciano un appello attraverso l’avvocato Sara Piccione, perché non si sanno dare pace circa la morte prematura del ragazzo.

Pare un mistero poiché nessuno sa niente e sperano che qualcuno parli perché un ragazzo di soli 18 anni non può perdere la vita così.

Si rivolgono a tutta la comunità invitandola a rivolgersi alle Forze dell’Ordine qualora avessero da raccontare anche una minima cosa che apparentemente può sembrare futile.

Michele non deve essere dimenticato e chi sa deve passarsi una mano nella coscienza e aiutare i suoi familiare a trovare le risposte che cercano.

Ricordiamo che Michele Dinoi, il 27 settembre del 2017, venne trovato privo di sensi sulla veranda di casa. Soccorso dal personale del 118, venne ricoverato in condizioni disperate in rianimazione presso l’ospedale di Manduria.

Entrato in coma, venne trasferito presso il centro risvegli della clinica Villa Verde dove è morto il 24 marzo del 2018.

A un anno di distanza, il dolore dei familiari è immenso ed è ancora più lacerante visto che non arrivano le risposte concrete circa la morte misteriosa del povero Michele.

Il 29 marzo 2018 è stata fatta l‘autopsia al corpo del giovane, ma ad oggi, non è stata ancora depositata la relazione dell’accertamento medico.

Sul caso ha indagato anche la Procura della Repubblica di Taranto, ma come afferma anche l’avvocato Piccione, non esistono fotogrammi di impianti di video sorveglianza.