Monsignor Santoro, Taranto: invoca San Cataldo e chiede protezione per la città e l’arcidiocesi

Una festa di San Cataldo inusuale, senza pubblico e senza tante celebrazioni, ma con tante persone unite all'ascolto di Monsignor Santoro, arcivescovo di Taranto. 

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Appuntamento a Taranto con San Cataldo a mare
Riconoscimento editoriale: Wikipedia.org.

TARANTO – Monsignor Filippo Santoro dell’arcidiocesi di Taranto davanti a una chiesa vuota, ma con un pubblico da casa davvero copioso, che si è connesso in streaming per ascoltare la messa, si festeggia il patrono della città: San Cataldo.

All’interno della Basilica della Cattedrale di Taranto, l’arcivescovo Filippo Santoro può solo parlare a chi da casa attende una parola di conforto per il periodo che stiamo vivendo. Forse non una festa tutti insieme in chiesa o tra le vie della città, senza eventi e manifestazioni, ma una festa patronale che unisce in preghiera i tarantini e ricorda la devozione al loro santo Patrono.

Durante l’omelia, l’arcivescovo a voluto dedicare prima di tutto un pensiero alle mamme presenti e a quelle che purtroppo non sono più in terra. La sua omelia si concentra successivamente su San Cataldo, il patrono di Taranto, alla quale chiede aiuto.

Afferma: rimirando l’esempio del Santo, noi non facciamo altro che riconoscere, anche in quella prova, la forte presenza di Dio che conduce il suo popolo…assicurandogli il necessario e la provvidenza d’una speranza…San Cataldo liberaci da questa pandemia, salva tutti noi da questa tempesta. 

Parole che hanno raccolto tutti i fedeli, che insieme all’arcivescovo hanno potuto pregare San Cataldo al fine di proteggere la cittadinanza e tutta l’arcidiocesi di Taranto.

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