TARANTO – Si è tenuta la conferenza stampa alla presenza del Questore dr. Stanislao Schimera e del Procuratore presso il Tribunale ordinario dr. Capristo e del Procuratore dei Minori dr.ssa Montanaro.

Ieri mattina, presso la Questura di Taranto è stata messa la parola fine a questa vicenda.
E’ stata data esecuzione degli otto provvedimenti di fermo di indiziato di delitto, emessi dalla Procura presso il Tribunale di Taranto e dalla Procura dei Minori di Taranto nei confronti di soggetti “Responsabili di tortura, danneggiamento, violazione di domicilio e sequestro di persona aggravati”.

La vittima si era barricata in casa dopo aver fatto una denuncia contro ignoti, ma nessuno si è mosso in sua difesa.

Forse andrebbe condannata tutta la città perché in quei ragazzini cresceva la voglia di ferire, umiliare, mortificare un soggetto debole come ce ne sono tanti nella nostra società, ma dov’erano i genitori? quelli che devono impartire le regole e soprattutto controllare i figli e interrogarli quando tornano a casa dopo una serata tra amici.

Purtroppo, quando i ragazzi stanno in gruppo tendono a dare il peggio di sé, perché esaltati dall’euforia della loro giovane età, ma se qualcuno fosse intervenuto perché accortosi di quanto stava accadendo, forse li avrebbe portati alla ragione e tutto questo non sarebbe accaduto.

E’ molto triste la fine del povero Stano, ma lo è altrettanto vedere dei ragazzi finire in manette, ma è ciò che meritano perché devono pagare, purtroppo duramente, ciò che hanno combinato.

Questa triste storia riflette un fenomeno diffuso quello del bullismo che tende a prendere di mira il più debole, in qualunque contesto. In questo caso è aggravato e alimento dalla divulgazione e condivisione in rete dei reati.

Dice il Procuratore Capristo:“Il nostro lavoro è solo all’inizio, è una prima risposta a questi fatti gravissimi. Ci sarà anche un’indagine sui silenzi senza i quali oggi Stano sarebbe tra noi”.

Il Procuratore dei Minori, Antonella Montanaro parla di “copioso atto probatorio di maltrattamenti, lesioni, sputi, bestemmie, offese contro il signor Stano, un uomo di 66 anni. Sei degli otto fermati sono minorenni di 16 e 17 anni, i gli altri due sono neo maggiorenni”.

Sottolinea: “I video circolano da tempo a Manduria. Abbiamo sequestrato i cellulari dei fermati (8) e degli indagati (14), estrarremo file video e audio e ovviamente le conversazioni chat”.

Viene sottolineato il punto dolente della vicenda, quello di aver filmato tutto con i telefonini
“L’uso distorto del web segna la vicenda, i ragazzi esaltavano e diffondevano le loro nefandezze. la crudeltà e la violenza si autoalimentava, nelle chat dei ragazzi e anche su altri telefoni. la quasi totalità della cittadinanza manduriana (e chissà quanti altri, visto che il social non ha confini, ndr) era a conoscenza dei fatti. I file sono significativi. I video delle chat erano anche commentati dagli autori delle nefandezze”.

Una brutta storia che deve smuovere le coscienze, perché ognuno deve imparare da questa vicenda che essere brave persone non significa farsi gli affari propri, chiudere la porta di casa e pensare che ciò che accade al di fuori è una questione che non lo riguarda.
Quei ragazzi sono i figli di tutti, la società del futuro e tutti hanno il dovere di migliorarla.