Taranto, Ex Ilva: richiesti 25 milioni di euro per la morte di un bambino di 5 anni

Secondo la tesi dell'accusa e le rilevazione del medico oncologico, il bambino aveva nel cervello residui di particelle e polveri metalliche.

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TARANTO – I genitori del piccolo Lorenzo e i loro avvocati hanno richiesto un maxi risarcimento di 25 milioni di euro all’ex Ilva per la morte del loro bambino di 5 anni, andato via a causa di un tumore al cervello.

Nell’udienza preliminare che si è tenuta il 22 luglio, i genitori del bambino con il fratello di 13 anni si sono costituiti parte civile e hanno depositato una richiesta per il maxi  risarcimento.

Ognuna delle persone coinvolte ha chiesto 5 milioni di euro a testa e 10 milioni di euro per il risarcimento danni per Lorenzo e le sofferenze che ha patito nel corso dei suoi anni di vita.

Al bambino è stato diagnosticato un tumore a soli tre mesi. Nonostante le cure mediche e gli interventi è deceduto a soli 5 anni. Nei tessuti cerebrali sono stati ritrovati particelle e polveri metalliche, residui della combustione che non possono essere giunti se non per via ematica.

Secondo l’esperto, questi sono giunti mediante il sangue placentare materno. L’accusa, dunque, si basa sulla consulenza del professore Carlo Barone, ordinario d’oncologia medica del Policlinico Gemelli di Roma.

Nel caso specifico del bambino di Taranto, i genitori all’epoca dei fatti, abitavano in zona tamburi, a pochi chilometri dal Siderurgico. Stando alla consulenza del professionista, la madre è stata esposta agli inquinanti industriali cancerogeni.