Home Notizie Cronaca Taranto: sciopero davanti agli ingressi della raffineria ENI

Taranto: sciopero davanti agli ingressi della raffineria ENI

Lo sciopero è stato indetto in quanto non si sono visti progressi durante la mediazione con la ditta G&A, al fine di non far perdere il lavoro agli autotrasportatori di Taranto.

Raffineria Eni - Taranto
Riconoscimento editoriale: Cineberg / Shutterstock.com

TARANTO – Da questa mattina è in atto lo sciopero davanti agli ingressi della raffineria Eni di Taranto, manifestazione organizzata da USB Taranto per contestare la mancanza di commesse verso le aziende del posto.

USB ha commentato come: dopo tanti anni in cui l’appalto rete e di extrarete è stato affidato direttamente da parte di ENI, la G&A, procedendo a una gara d’appalto strana in cui a vincere è stata nuovamente la stessa società, che ha scelto di usare degli autotrasportatori che vengono da fuori Taranto, lasciando a casa quelli che operano sul territorio.

Così -secondo quanto affermato da USB- a Taranto vengono lasciati i “veleni”, e il lavoro e il profitto viene portato via, mandando quindi i trasportatori locali sul lastrico in quanto lasciati fuori.

Eni non procede così in altre Regioni Italiane, mentre lo fa a Taranto, non rispettando in alcun modo i lavoratori locali.

Secondo il coordinatore Francesco Rizzo: i tentativi per la mediazione posti da USB sono andati avanti con la ditta G&A fino a questa mattina all’alba. Ma l’azienda ha assunto un atteggiamento incurante della decisione del sindacato di procedere allo sciopero e blocco mezzi. 

Quando USB aveva chiesto, senza però avere successo, sette giorni di proroga dei contratti con gli autotrasporti storici, in attesa del prossimo incontro in Prefettura. 

Dati i mancati sviluppi, per USB è stato necessario mettere in piedi lo sciopero.

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