TARANTO – I genitori di Taranto ricordano che di fronte allo 048 qualunque numero di protocollo non basta.

Rispetto al 2009, i tumori a Taranto e provincia sono in aumento del 32% e il Comitato Niobe di cui fanno parte i genitori dei bambini o ragazzi morti di tumore o altra malattia correlata con l’inquinamento, provocato dall’industria siderurgica Ilva, si domandano cosa stia facendo il sindaco per fronteggiare questa emergenza.

Ricordano che i  dati di “Edotto”, il sistema informativo della Puglia, sono preoccupanti perché sono in continua crescita i casi di ammalati e questo deve fare riflettere chi nelle istituzioni potrebbe agire con protocolli d’intesa ed atti amministrativi.

Rispetto agli anni passati, nel 2018 si sono registrati nei sei distretti sanitari della provincia il rilascio di 3674 esenzioni 048, per patologie di tumore che sono rispetto al 2009, 847 in più, con un aumento del 30%.

Facendo un confronto tra i vari distretti e quello dell’area industriale di Taranto, i tarantini sottolineano come sia chiara la differenza. Nel corso degli anni i dati sono sempre in crescita. Ad esempio nel 2009, le esenzioni 048 sono state 948;
1053 nel 2019:
1134 nel 2011;
1083 nel 2012;
1114 nel 2013;
1101 nel 2014;
1176 n3l 2015;
1193 nel 2016;
1185 nel 2017;
1248 nel 2018;

Sembra una lista della morte, perché fra quei numeri ci sono molti bambini morti.

I genitori tarantini sottolineano come questo sta ad indicare l’incapacità della politica che non è stata in grado di tutelare la salute dei cittadini di Taranto.

Relativamente al riesame dell’Aia, dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto, che è considerato obiettivo raggiunto dalla politica locale e nazionale, i genitori di Taranto sostengono che non sarà un atto amministrativo a far fronte all’aumento dei tumori, che non risparmiano nessuno, come non hanno risparmiato la vita dei “Figli morti di 048”.

I genitori non possono consolarsi nel vedere un numero di protocollo che dimostra che qualcosa si sta muovendo, perché il tempo perso si è portato via le cose più importanti della vita, i loro figli, vittime delle istituzioni e di coloro che dovevano, ma che hanno preferito aspettare.