ArcelorMittal abbassa produzione in tutta Europa

In più chiede maxi prestito per operazione Essar

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ArcelorMittal

TARANTO ArcelorMittal ha annunciato che taglierà la produzione in Europa di fronte al calo della domanda dovuto l’emergenza Coronavirus.

Questa questione riguarda in parte visto anche nel polo siderurgico jonico, dove è stato dimezzato il numero dei dipendenti proprio per evitare quell’assembramento che può causare la diffusione del virus.

“Continueremo a monitorare l’evoluzione del Coronavirus in ciascuno dei nostri mercati  e prenderemo le decisioni per garantire il benessere dei nostri dipendenti e la nostra capacità di soddisfare la domanda dei clienti” ha scritto in una nota la società franco-indiana.

In più, ha ribadito di stare seguendo i consigli e le linee guida dei governi dove gli stabilimenti si trovano (Quindi anche quello di Taranto) e le linee guida dell’Oms per prevenire la diffusione di del contagio

ArcelorMittal: maxi prestito per operazione Essar

In più, ArcelorMittal, nella sua sede giapponese, ha ottenuto un maxi prestito da un consorzio di banche per circa 5 miliardi di dollari. Questo denaro servirà per rifinanziare la joint venture Essar.

L’accordo prevede che il 60% delle quote della nuova società sia a capo della società franco-indiana, mentre il restante 40% resterà del gruppo giapponese.

Oltre a questo, in India si producono 7,5 milioni di tonnellate e in tutto con questa acquisizione si potrà aumentare la capacità annua attuale totale di 14 milioni di tonnellate all’anno.

Quindi, ArcelorMittal intende utilizzare questo prestito per aumentare le spedizioni di acciaio tra le 12 e nei 15 milioni di tonnellate.

In questo contesto, quindi, il polo siderurgico jonico rientra in quanto appartenente alle industrie Mittal. Infatti, i volumi di acciaio richiesti in Europa potrebbero essere di 30-40mila tonnellate al mese, proprio per i tagli all’export in Europa dovuti al Coronavirus.

Da qui, l’esigenza da un lato di espandere il mercato e dall’altro di garantire la sicurezza dei lavoratori a ogni latitudine, accanto alle spese correnti.

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