Arcelormittal: chiusura area a freddo e cassa integrazione

Le sigle sindacali scrivono una nota congiunta per spiegare la situazione

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ArcelorMittal

TARANTO Arcelormittal annuncia la chiusura dell’area a freddo e mette in cassa integrazione altri lavoratori.

La reazione dei sindacati Fim, Fiom, Uilm arriva in una nota congiunta. Infatti, secondo le sigle sindacali, non ci sarebbero i presupposti per queste strategie aziendali che metterebbero a rischio impianti e lavoratori.

Infatti, ci sarebbero le commesse e anche gli ordini. In più, Arcelormittal avrebbe interrotto le operazioni dettate dal piano ambientale e lasciato in stato di abbandono gli impianti per i sindacati.

“Una situazione divenuta ormai insostenibile e che deve necessariamente essere affrontata dal governo con chiarezza e determinazione. Arcelor Mittal è un interlocutore inaffidabile e lo ha dimostrato in molteplici occasioni”.

Così spiegano le associazioni dei lavoratori. Infatti, si stanno organizzando per un presidio davanti alla Prefettura, nel rispetto delle regole anti CoVid-19. Infatti, anche a Genova la multinazionale sta procedendo con la Cig. Stessa situazione per la Cig sarebbe per i lavoratori ex Ilva di Novi Ligure, anche loro in sciopero.

Per questo, gli operai genovesi avevano organizzato una manifestazione lo scorso 18 maggio con 500 persone.

Arcelormittal: la questione con il Governo

Lo scorso 14 maggio, Lucia Morselli non interviene a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, al tavolo previsto per l’ex Ilva. Questa non sarebbe la prima volta. Successivamente, la nuova responsabile delle Relazioni Istituzionali di ArcelorMittal, Mariateresa Vignola va a Palazzo di Città per parlare con il sindaco Melucci.

A questo punto, il sindaco chiede l’intervento del Governo, accanto alle sigle sindacali. A questo punto, il ministro Catalfo, parlando di Genova, spiega a RaiNews24 “Il settore è un settore strategico per l’Italia ed è giusto che noi manteniamo alta l’attenzione e che contemporaneamente si tutelino i lavoratori. Convocheremo le parti sociali e affronteremo tutta la questione”.

Quindi, Arcelormittal prima annuncia la cassa integrazione per 1000 persone, poi chiude oggi l’area a freddo. Quindi, ora c’è tempo per il Governo fino al 31 maggio per risolvere la questione della cassa integrazione e sul piano industriale (che attualmente non ci sarebbe).

In più, la multinazionale potrebbe, a novembre, andarsene con una penale di 500 milioni di euro.

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