Arcelormittal: parla ex operaio CoVid-19

L'uomo aveva dovuto prendere un taxi per poter tornare a casa e aveva scoperto di aver contratto il virus in azienda

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ArcelorMittal Taranto

TARANTO Arcelormittal : ha scelto di parlare l’ex operaio Ilva che si era dovuto allontanare in taxi dopo un malore. L’uomo, si sarebbe scoperto dopo, sarebbe stato il primo caso di CoVid-19 nel polo siderurgico.

L’uomo, quindi, ha deciso oggi di raccontare la sua storia e spiegare i fatti. Dopo uno svenimento nel posto di lavoro, l’operaio si era recato in infermeria. Qui, aveva dichiarato di avere sintomi riconducibili al CoVid-19. A quel punto, la società franco-indiana lo avrebbe dato del bugiardo e avrebbe chiamato il taxi.

Ora, tutta la vicenda è al vaglio di un esporto in Procura. I fatti si sarebbero svolti la notte del 28 marzo 2020 agli impianti di ossigeno (reparto PGT). I fatti accadono il venerdì notte e il sabato sera successivo l’uomo viene portato via dal personale del Moscati per le cure mediche previste in questi casi.

I sindacati, però, avevano evidenziato subito le criticità che sarebbero emerse nella gestione del caso da parte di ArcelorMittal Italia. Il 40enne è stato poi dimesso il 9 aprile, completamente guarito.

Alla fine, l’operaio aveva fatto mandare una lettera dal suo avvocato.

Hanno anche insinuato che avrei rilasciato delle false dichiarazioni, che non era andata così. Nei giorni successivi al ricovero sia io che la mia famiglia siamo stati letteralmente abbandonati dall’azienda. Solo una telefonata da una persona che si era presentata come vicina all’amministratore delegato, durata una ventina di secondi”.

Così ha spiegato l’uomo, che avrebbe subìto anche un linciaggio mediatico e social secondo i suoi legali.

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